Lo schianto in Bosnia causa quattro morti tra volontari e militari
Laura Procacci, Adriano Zecchillo, Simone Ruggia e Claudio Marchesi sono ricordati per il servizio prestato agli altri.
Lo schianto di un elicottero in Bosnia ha provocato la morte di quattro persone: Laura Procacci, Franco Adriano Zecchillo, Simone Ruggia e Claudio Marchesi. A bordo c’erano volontari della Croce Rossa e militari del primo reggimento Antares di Viterbo, accomunati dall’impegno nell’aiuto agli altri.
GioiaPura
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Il percorso di Laura Procacci
Procacci aveva 32 anni ed era originaria della Puglia. Dopo gli anni vissuti a Montegrosso e a Canosa di Puglia, aveva intrapreso studi in ambito sanitario: prima la laurea in Scienze infermieristiche, poi Medicina alla Sapienza, dove era ormai vicina al traguardo.
A 18 anni, quando frequentava l’ultimo anno del liceo classico, aveva partecipato a Miss Italia arrivando alle fasi finali. In seguito aveva scelto di dedicarsi alla cura e al volontariato, attività iniziate durante la pandemia nella confraternita Misericordia di Canosa. L’associazione l’ha descritta come una persona «sempre pronta a tendere la mano per aiutare chiunque fosse in difficoltà».
Nel 2025 Procacci era entrata nel corpo militare volontario della Croce Rossa. A luglio aveva ricevuto il premio Dea Ebe per il suo impegno. La sindaca di Andria, Giovanna Bruno, ha parlato di un’esistenza segnata dal volontariato e da valori solidi, mentre il parroco di Canosa, don Peppino Ruotolo, ha ricordato il suo desiderio di servire la Patria e il suo carattere generoso.
La lunga attività di Zecchillo
Franco Adriano Zecchillo avrebbe compiuto 65 anni il 31 ottobre. Tecnico perfusionista, aveva contribuito allo sviluppo della cardiochirurgia dell’ospedale di Legnano, dove aveva lavorato dal 1999 al 2022. In seguito aveva continuato a insegnare all’Università degli Studi dell’Insubria.
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Il direttore dell’Unità operativa di Cardiochirurgia dell’Asst Ovest Milano, Germano Di Credico, lo ha ricordato come un professionista corretto e riservato, sempre disponibile quando qualcuno aveva bisogno. «Se gli chiedevi qualcosa si faceva in quattro», ha raccontato riferendosi agli anni trascorsi insieme.
Dopo il pensionamento Zecchillo aveva proseguito l’attività con la Croce Rossa, sia sulle ambulanze sia sugli elicotteri. Era entrato nel corpo volontario nel 1984 e faceva parte del III Centro di Mobilitazione di Milano. Viveva nel quartiere Gallaratese con la madre Mary, che ha appreso della tragedia nella seconda casa di Paratico, nel Bresciano.
Ruggia e Marchesi a Viterbo
Simone Ruggia aveva 37 anni, mentre Claudio Marchesi ne aveva 35. Entrambi prestavano servizio al primo reggimento Antares di Viterbo e si trovavano sull’elicottero precipitato in Bosnia.
Le informazioni disponibili li collocano nello stesso reparto e li indicano, insieme agli altri due componenti dell’equipaggio, come persone impegnate in attività legate al servizio e all’assistenza. La morte di Zecchillo è arrivata inoltre a un mese dalla scomparsa del fratello Alberto Carmine.
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