Verisure, il minuto che non basta: clienti in attesa fino a 8 giorni
Un segnale classificato come urgente può arrivare alla centrale in circa un minuto, ma questo non significa che un tecnico o una guardia giurata raggiungano subito l’abitazione.
Un segnale classificato come urgente può arrivare alla centrale in circa un minuto, ma questo non significa che un tecnico o una guardia giurata raggiungano subito l’abitazione. È la distinzione che emerge dalle condizioni del servizio Verisure e dalle numerose contestazioni degli utenti, alcuni dei quali raccontano di aver aspettato fino a otto giorni per ottenere assistenza.
Il minuto riguarda la verifica
La comunicazione commerciale dell’azienda insiste sulla disponibilità continua e sulla rapidità degli interventi. La precisazione contenuta nelle informazioni fornite da Verisure è però diversa: i 60 secondi indicano il tempo medio necessario alla centrale operativa per ricevere e verificare un segnale considerato di massima priorità.
In sostanza, entro quel limite temporale viene attivata la procedura interna, non viene garantito l’arrivo fisico di qualcuno sul posto. Proprio questa differenza avrebbe generato le aspettative contestate dai clienti, che associano il riferimento al minuto a un intervento immediato presso la propria abitazione.
Le attese raccontate dagli utenti
Tra le segnalazioni pubblicate nel 2024 compare quella di D.O., che il 29 novembre riferiva di aver atteso cinque giorni dopo un corto circuito che aveva reso inutilizzabile l’impianto. L’utente spiegava di vivere in una zona isolata e di pagare da anni il canone proprio per poter contare su un’assistenza rapida.
Un’altra contestazione risale al 22 luglio e porta la firma di M.P. Dopo aver comunicato il guasto dell’allarme, il cliente avrebbe ricevuto come prima disponibilità una data fissata al 30, con un’attesa complessiva di otto giorni. In entrambi i casi, il contatto con il servizio telefonico non avrebbe prodotto un intervento più tempestivo.
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Quando l’allarme non funziona
Le lamentele non riguardano soltanto i tempi di assistenza. Secondo la descrizione del servizio, in caso di intrusione dovrebbero attivarsi le sirene, arrivare una segnalazione alla centrale e partire una comunicazione verso i proprietari dell’immobile.
L.C., in una segnalazione del 24 settembre 2025, ha invece raccontato che alcune persone sarebbero entrate nel suo appartamento senza che il sistema reagisse correttamente. Dall’applicazione, ha aggiunto, l’impianto risultava comunque operativo, circostanza che lo ha portato a mettere in discussione il pagamento del canone per i due anni precedenti.
La guardia giurata e la multa
Verisure collega inoltre il proprio servizio all’avviso delle forze dell’ordine e all’invio di guardie particolari giurate. Anche in questo caso, il riferimento ai 60 secondi riguarderebbe l’avvio dei controlli e non l’arrivo della pattuglia. T.P., dopo un furto denunciato il 27 marzo 2025, ha riferito di essere stato invitato a richiamare il giorno seguente; i carabinieri, secondo il suo racconto, gli avrebbero detto che la guardia giurata era arrivata almeno un’ora dopo di loro.
L’azienda dichiara di seguire circa mezzo milione di clienti e di aver gestito nel 2025 circa 9 milioni di attivazioni d’allarme, quasi 11 mila delle quali collegate a situazioni reali. Non è stato invece indicato quante volte sia stato effettuato l’invio di una guardia giurata. Nel 2024 l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sanzionato Verisure con una multa da 4,25 milioni di euro, di cui 1,2 milioni riferiti alla pubblicità ingannevole. Tra le ulteriori segnalazioni figurano anche richieste di pagamento successive alla disdetta e impianti non ritirati.
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