Urne israeliane, la Corte riapre la sfida ai partiti arabi
La Corte Suprema annulla lo stop della Commissione elettorale e conferma l’accesso alle elezioni per Lista unita e Ra’am.
La competizione per la prossima Knesset si allarga dopo il verdetto della Corte Suprema israeliana: Lista unita e Ra’am potranno presentare i propri candidati. I giudici hanno infatti annullato la decisione con cui la Commissione elettorale centrale aveva escluso le due formazioni.
La pronuncia, riportata dai media israeliani, restituisce così ai partiti arabi la possibilità di partecipare alla consultazione. Il caso era arrivato davanti alla massima autorità giudiziaria dopo il voto della Commissione elettorale.
Confermata la partecipazione al voto
Nel motivare la decisione, la Corte ha ritenuto insufficiente il materiale prodotto contro le due liste. Secondo i giudici, non sarebbero stati raggiunti gli standard richiesti dalla giurisprudenza per impedire a una formazione politica di correre alle elezioni.
La sentenza riguarda entrambe le formazioni, Lista unita e Ra’am, e modifica quindi il quadro definito in precedenza dall’organismo elettorale. La loro presenza alle urne è ora autorizzata dalla Corte Suprema.
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Il caso di Ofer Cassif
Nel procedimento è stato esaminato anche il dossier relativo al deputato Ofer Cassif. Sul suo conto, i giudici hanno preso le distanze dalle parole e dai comportamenti contestati, definendoli particolarmente gravi.
«Tutti i giudici del collegio prendono le distanze dalle dichiarazioni e dalle azioni oltraggiose di Cassif, che suscitano disgusto», si legge nella valutazione riportata al termine del procedimento. Il riferimento al parlamentare è stato dunque distinto da quello sulle due liste, per le quali la Corte ha escluso la presenza di elementi sufficienti a giustificarne l’estromissione.
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