Una cena, poi il buio: la corsa di Aldo Montano al Santo Spirito
L’ex schermidore ha raccontato a Verissimo la grave reazione provocata da una contaminazione alimentare e la corsa in ospedale dopo aver mangiato al ristorante.
Un errore nella preparazione di un piatto ha trasformato una cena nel centro di Roma in un’emergenza per Aldo Montano. L’ex campione della scherma ha raccontato a Silvia Toffanin, durante Verissimo, di aver rischiato la vita dopo aver ingerito formaggio nonostante le rassicurazioni ricevute dal personale del ristorante.
La reazione è comparsa pochi minuti dopo il pasto e ha reso necessario raggiungere rapidamente l’ospedale Santo Spirito. L’episodio si inserisce in una storia clinica segnata da una grave allergia alle caseine, le proteine del latte, diagnosticata quando Montano aveva appena otto mesi.
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La reazione dopo il pasto
Secondo il racconto dell’ex schermidore, quella sera aveva verificato più volte che i piatti ordinati non contenessero formaggio. Prima di sedersi aveva informato i camerieri e la cucina; in seguito era tornato personalmente a chiedere conferma per la propria portata e per quella dell’amico. Le risposte ricevute lo avevano tranquillizzato, ma le pietanze non erano realmente prive dell’ingrediente pericoloso.
Dopo circa dieci o quindici minuti sono comparsi i sintomi dello shock anafilattico. Montano ha spiegato che in situazioni simili la rapidità dell’intervento può essere decisiva e ha ricordato la sensazione provata in quei momenti: “Non respiravo quasi più”.
La corsa verso l’ospedale
Il ristorante si trovava a pochi minuti di motorino dal Santo Spirito. Montano era senza mezzo, mentre l’amico lo aveva lasciato proprio davanti al locale; inizialmente i due avevano valutato di chiamare un’ambulanza, ma la vicinanza dell’ospedale li ha spinti a partire subito.
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A guidare è stato l’amico, che lo ha invitato a salire sul motorino dicendogli: “Il Santo Spirito è vicino, monta”. La rapidità con cui sono arrivati in ospedale ha contribuito a gestire una situazione che, come ha sottolineato Montano, può peggiorare rapidamente.
Un’allergia presente da sempre
L’ex atleta ha spiegato di convivere con questa allergia fin dalla prima infanzia. Nel corso degli anni ha avuto altre crisi anafilattiche, con una frequenza variabile: in media, ha riferito, ne è comparsa una ogni due, tre o quattro anni.
I numerosi viaggi e i pasti consumati fuori casa lo costringono a seguire sempre una procedura precisa: avvertire il personale, parlare con la cucina e controllare nuovamente le informazioni ricevute. Il rischio, ha osservato, nasce quando una vera allergia viene confusa con una semplice intolleranza o con una preferenza alimentare, oppure quando la comunicazione tra sala e cucina si interrompe.
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