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Attualità 2 min di lettura21 min fa

Ucraina, Zelensky frena sui raid alle raffinerie russe

La tregua energetica sarebbe legata alle pressioni statunitensi e durerebbe almeno fino al voto del 3 novembre.

La sospensione degli attacchi ucraini contro le raffinerie russe sarebbe stata decisa a metà ottobre, mentre un raid missilistico russo ha ucciso una persona a Kiev.

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Le conseguenze dell’attacco a Kiev

L’offensiva russa, avvenuta nella serata di giovedì, è stata condotta con missili balistici. Nella capitale si è sviluppato un incendio all’interno di alcuni depositi.

I detriti dei vettori sono caduti nel cortile di un complesso abitativo e un’abitazione è rimasta danneggiata. Gli attacchi russi sul territorio ucraino sono proseguiti anche mentre Kiev avrebbe ridotto le proprie operazioni contro le infrastrutture energetiche della Russia.


La richiesta arrivata dagli Stati Uniti

Secondo il Wall Street Journal, Jared Kushner avrebbe chiesto a Volodymyr Zelensky di interrompere per 30 giorni i raid sulle raffinerie durante il colloquio del 20 ottobre a Oslo. L’inviato e genero di Donald Trump avrebbe presentato la sospensione come un segnale di riconoscenza per l’attività diplomatica americana.

Il confronto tra Kushner e il presidente ucraino sarebbe stato particolarmente teso. Nei giorni precedenti Trump aveva collegato l’intesa sul diesel raggiunta da Stati Uniti e Russia alle richieste, rimaste senza seguito, di fermare gli attacchi agli impianti petroliferi russi, ritenuti dalla Casa Bianca tra le cause dell’aumento dei prezzi dei carburanti.

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La tregua fino al voto americano

Anche alcuni Paesi europei vicini a Kiev avrebbero invitato Zelensky a considerare il peso politico del costo dell’energia negli Stati Uniti, a pochi giorni dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre.

Il presidente ucraino non ha annunciato ufficialmente lo stop. Ha però riferito che l’esercito ha «adottato un atteggiamento più prudente», lasciando intendere una riduzione delle operazioni.

L’ultima azione ucraina contro un impianto petrolifero russo risale al 20 ottobre: quel giorno è stata colpita una stazione di pompaggio dell’oleodotto Druzhba, nella regione di Tambov. La sospensione, secondo le ricostruzioni, dovrebbe restare in vigore almeno fino alla conclusione delle elezioni americane.

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