Banca del Giappone, tassi fermi ma cresce il dissenso
Un membro del consiglio ha votato per un rialzo mentre le stime sull’inflazione indicano possibili aumenti entro l’anno
La Banca del Giappone ha confermato il tasso di riferimento all’1,25 per cento, lasciando però emergere un voto contrario all’interno del consiglio.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Un rialzo già possibile
Il livello attuale è il più alto raggiunto dal Giappone negli ultimi 31 anni, pur restando inferiore a quello degli altri Paesi del G7. Un nuovo incremento consecutivo avrebbe rappresentato una novità assoluta per questo secolo e avrebbe potuto avere effetti sui mercati.
Masahiko Loo, responsabile della strategia sul reddito fisso di State Street a Tokyo, ha definito la scelta attesa, ma ha richiamato l’attenzione sulle modifiche alle previsioni della banca centrale. «Il riconoscimento da parte della BoJ che l’inflazione di fondo si attesta ormai intorno al 2% avvicina la sua valutazione alla realtà», ha spiegato.
Le indicazioni diffuse con il rapporto sulle prospettive economiche lasciano infatti aperta la possibilità di un intervento nei prossimi mesi. Un aumento potrebbe arrivare anche entro la fine del 2026, alla luce della nuova valutazione sull’andamento dei prezzi.
Il voto del consiglio
La conferma del tasso è arrivata dopo due giorni di riunione e ha rispettato le attese prevalenti. La decisione, tuttavia, non è stata unanime: uno dei nove componenti dell’organo direttivo ha proposto di alzare il costo del denaro di 25 punti base.
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La Banca del Giappone ha inoltre corretto verso l’alto le proprie stime sull’inflazione. Secondo Loo, gli indicatori tradizionali sono rimasti vicini o superiori all’obiettivo per gran parte degli ultimi quattro anni, mentre l’inflazione di fondo viene ora valutata intorno al 2 per cento.
In linea con Fed e Bce
La scelta giapponese segue quelle annunciate nei giorni precedenti dalla Federal Reserve e dalla Banca Centrale Europea, che hanno lasciato invariati i rispettivi tassi. Nel mese precedente, le tre principali banche centrali mondiali li avevano invece aumentati nello stesso periodo, un evento mai registrato prima.
Per la BoJ, il dissenso emerso nella riunione segnala la presenza di una posizione favorevole a un’ulteriore stretta. Il tasso resta comunque contenuto nel confronto internazionale, anche se per l’economia giapponese si trova già ai massimi da oltre tre decenni.
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