Irpef, fino a 500 euro di risparmio oltre 50mila
Il beneficio riguarda fino a 3,28 milioni di contribuenti, mentre oltre 22 milioni restano sotto la soglia prevista
Il nuovo taglio dell’Irpef porterà fino a 500 euro annui in più, ma soltanto ai contribuenti con redditi superiori a 50 mila euro.
GioiaPura
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Le critiche sulle pensioni
Il segretario confederale della Cgil Christian Ferrari contesta l’impostazione della misura e avverte che, qualora fossero confermate le ipotesi su una nuova riduzione della rivalutazione degli assegni, i pensionati subirebbero un ulteriore impoverimento.
Ferrari critica anche l’aumento della spesa militare, indicato in 14,4 miliardi nei prossimi due anni. A suo giudizio, il confronto con i 3,4 miliardi destinati alla sanità nel 2027 evidenzia una scelta sbilanciata sul fronte delle risorse pubbliche.
Oltre 22 milioni sotto soglia
Le statistiche del Mef mostrano che 22,2 milioni di lavoratori su 24,1 e 13,4 milioni di pensionati su 14,5 dichiarano meno di 50 mila euro. In entrambi i gruppi, quindi, la quota supera il 92% del totale.
«Al 92% di lavoratori e pensionati questa Manovra non da alcuna risposta», ha affermato Ferrari. Il sindacalista sostiene che salari e pensioni siano stati erosi dall’inflazione e dal drenaggio fiscale: tra il 2022 e il 2025, secondo la sua ricostruzione, avrebbero versato oltre 30 miliardi di euro di Irpef non dovuta.
Come cambia l’imposta
La misura amplia fino a 55 mila euro il secondo scaglione dell’Irpef e prevede un vantaggio massimo di 500 euro all’anno. Il costo stimato dell’intervento è pari a 1,2 miliardi di euro.
Le aliquote ordinarie restano fissate al 23% sulla parte di reddito fino a 28 mila euro e al 33% sulla quota compresa tra 28 mila e 50 mila euro. I calcoli della Uil, effettuati senza considerare detrazioni, deduzioni e addizionali locali, indicano che sotto i 50 mila euro non si produce alcun risparmio.
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Gli importi per fascia
Il primo effetto arriva a quota 51 mila euro, con 100 euro di riduzione annua. A 53 mila euro il vantaggio sale a 300 euro, mentre il limite massimo di 500 euro viene raggiunto con un reddito di 55 mila euro.
Dividendo il beneficio su 13 mensilità, si ottengono circa 7,70 euro al mese a 51 mila euro, 23,10 euro a 53 mila e 38,50 euro a 55 mila. Con 12 mensilità, l’importo più alto arriva a quasi 42 euro mensili. Chi supera i 55 mila euro continuerà invece a versare il 43% sulla quota prevista e non potrà ottenere più dei 500 euro massimi.
Le simulazioni sui redditi
Un dipendente di un ristorante con imponibile annuo di 32 mila euro continuerà a pagare 7.760 euro di Irpef e nel 2027 non riceverà alcun beneficio. Lo stesso accadrà a un funzionario con reddito di 40 mila euro, ancora soggetto alle medesime aliquote progressive.
Per un impiegato di un’azienda informatica con 53 mila euro di reddito, l’imposta scenderà invece da 14.990 a 14.690 euro. La Cgil evidenzia però una differenza tra lavoratori dipendenti e professionisti: un autonomo con reddito lordo di 100 mila euro pagherebbe, nella simulazione del sindacato, 8.658 euro nel 2027, mentre un dipendente con 51 mila euro ne verserebbe 14.030.
Secondo Ferrari, il professionista risparmierebbe circa 10 mila euro l’anno, contro i 100 euro del lavoratore dipendente. La Cgil aggiunge che il primo sarebbe escluso dalle addizionali locali, mentre il secondo continuerebbe a pagare mediamente 1.428 euro per i servizi regionali e comunali. Per il sindacato, il costo complessivo dell’intervento sarebbe vicino a 1,3 miliardi, a fronte dei 4,5 miliardi che nel 2026 il drenaggio fiscale sottrarrebbe a lavoratori e pensionati.
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