Ucraina, il tavolo della pace si allarga: la mossa di Zelensky
Kiev guarda a novembre per un possibile confronto con Washington e Mosca, mentre il Cremlino chiede un coinvolgimento diretto dell’Europa.
Due persone hanno perso la vita e altre 17 sono rimaste ferite, tra cui un bambino, in un attacco attribuito alle forze ucraine nella regione russa di Voronez. Il bilancio è stato comunicato dal governatore Alexander Gusev, che ha riferito dell’episodio attraverso Max.
Gusev ha definito l’accaduto un attentato terroristico e ha precisato che tra i feriti figura anche un minore. Le autorità regionali russe non hanno fornito ulteriori dettagli sulle modalità dell’attacco.
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Putin accusa i governi europei
Mentre sul terreno arriva la notizia delle vittime, Vladimir Putin interviene su un altro fronte del conflitto. Il presidente russo respinge le ipotesi secondo cui Mosca avrebbe orchestrato le recenti proteste di piazza in alcuni Paesi europei.
Secondo Putin, quelle manifestazioni sarebbero invece il risultato delle difficoltà interne dell’Europa, soprattutto nella gestione dei flussi migratori. Il capo del Cremlino sostiene che l’Unione europea non abbia saputo trasmettere i propri valori ai migranti e abbia finito per indebolirli all’interno dei suoi stessi Paesi.
Kiev indica novembre per il confronto
Volodymyr Zelensky ha indicato novembre come possibile momento per una nuova fase diplomatica tra Ucraina, Stati Uniti e Russia. In un’intervista alla televisione ucraina, il presidente ha spiegato che Kiev è disponibile a discutere, distinguendo però tra le questioni territoriali, da affrontare ai massimi livelli politici, e gli altri dossier, affidabili ai gruppi tecnici.
«Siamo pronti a dialogare. Se si tratta di una questione territoriale, deve essere affrontata a livello di leadership. Altre questioni rientrano nelle competenze dei gruppi tecnici», ha dichiarato Zelensky. Il riferimento arriva mentre i negoziati per fermare la guerra risultano bloccati.
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Trump promette passi rapidi
Donald Trump prevede invece sviluppi ravvicinati. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato: «Avremo colloqui trilaterali con l’Ucraina e la Russia molto presto. Penso che entrambi vogliano raggiungere un accordo».
Le sue parole seguono la missione dell’inviato speciale Steve Witkoff, impegnato in contatti a Kiev e Mosca. Tra le ipotesi sul tavolo c’è lo svolgimento di un incontro ad Abu Dhabi nelle prossime settimane, nel quadro dei tentativi promossi da Washington.
Mosca vuole anche l’Europa
Dal Cremlino, Yuri Ushakov ha invitato a ridimensionare le aspettative su una soluzione immediata. Il consigliere ha indicato il 4 novembre, giorno di una festività nazionale russa, come la prossima scadenza utile: dopo quella data, Mosca sarebbe pronta a riaprire il negoziato.
Ushakov ha inoltre sostenuto che il dialogo non possa limitarsi a Kiev e Washington, vista la posizione assunta dai Paesi europei a sostegno dell’Ucraina. Anche Dmitry Peskov, portavoce di Putin, ha giudicato positivamente l’eventuale nomina di un rappresentante dell’Unione europea, purché lavori realmente per la pace.
Secondo le indiscrezioni, l’incarico potrebbe essere affidato al presidente finlandese Alexander Stubb. Peskov ha osservato che la presenza di un negoziatore europeo sarebbe utile, soprattutto se accompagnata da un impegno concreto per una soluzione pacifica.
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