Ucraina, 90 giorni in più e una tregua fragile: la doppia partita di Zelensky
Kiev prepara la proroga della legge marziale mentre Russia e Ucraina valutano un corridoio umanitario a Oleshky e nuovi negoziati a novembre.
La priorità immediata è Oleshky, dove una tregua di carattere umanitario dovrebbe permettere di portare soccorsi e trasferire i civili ancora bloccati nella città occupata. Sullo sfondo, però, la guerra continua: nella notte Mosca ha impiegato 140 droni e quattro missili contro il territorio ucraino, secondo il bilancio diffuso da Kiev.
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Oleshky cerca una via d’uscita
L’intesa per la città della regione di Cherson, sotto controllo russo dal 2022, è stata raggiunta con la mediazione degli Stati Uniti e con il coinvolgimento di Melania Trump. L’obiettivo è far arrivare cibo, acqua e medicinali in un’area dove le risorse scarseggiano, oltre a consentire l’evacuazione degli abitanti rimasti.
Le autorità ucraine indicano il 27 ottobre come possibile avvio delle operazioni, mentre la Casa Bianca ha parlato del 29 ottobre. Volodymyr Zelensky ha spiegato che la pausa dovrebbe durare diversi giorni e che le strade destinate agli spostamenti dovranno essere messe in sicurezza dalle mine. Le operazioni sarebbero seguite da rappresentanti ucraini e statunitensi.
Kiev teme inoltre che Mosca possa spingere gli sfollati verso il territorio russo, mentre una parte della popolazione dovrebbe essere accompagnata nelle zone controllate dall’Ucraina. «La cosa principale è liberare queste persone dal blocco in modo che possano vivere», ha scritto Zelensky sul social network X.
Il Cremlino considera l’accordo un possibile modello per altre iniziative. Dmitry Peskov, portavoce della presidenza russa, ha riconosciuto che, per ragioni umanitarie, intese simili possono essere replicate e ha definito positivo il coordinamento con i negoziatori statunitensi e con Melania Trump.
Kiev prepara la ventunesima proroga
Mentre si lavora al corridoio per Oleshky, Zelensky ha sottoposto alla Verkhovna Rada due proposte per estendere di altri 90 giorni sia la legge marziale sia la mobilitazione generale. I testi, depositati il 26 ottobre, sono ora all’esame delle commissioni parlamentari.
Le misure attuali termineranno il 31 ottobre. Se il Parlamento le approverà, la proroga porterà a 21 il numero dei rinnovi adottati dall’inizio dell’invasione russa, cominciata il 24 febbraio 2022.
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Il presidente ucraino ha anche chiarito i limiti entro i quali Kiev intende affrontare i futuri negoziati. In un’intervista alla televisione nazionale ha escluso l’ipotesi di una neutralità imposta al Paese e ha respinto l’idea di restrizioni alle dimensioni delle forze armate. «I limiti del nostro esercito e la neutralità dell’Ucraina non sono negoziabili», ha affermato.
A novembre riparte il confronto
Zelensky ha confermato che Ucraina, Russia e Stati Uniti dovrebbero tornare a discutere a novembre, dopo mesi di stallo diplomatico. Il formato trilaterale, sostenuto da Washington, dovrebbe servire a riaprire il confronto sulle condizioni necessarie per fermare il conflitto.
Secondo il presidente ucraino, i gruppi tecnici potranno occuparsi degli aspetti operativi, mentre le questioni territoriali dovranno essere affrontate direttamente dai leader. Kiev, ha aggiunto, è pronta a discutere, ma non intende trasferire a Mosca il potere di stabilire le garanzie di sicurezza per l’Ucraina.
La notte dei droni e dei missili
Il bollettino dell’Aeronautica ucraina riferisce che le difese di Kiev hanno abbattuto o neutralizzato 112 droni e tre missili guidati Kh-59/69. L’attacco russo comprendeva 140 velivoli senza pilota, tra cui 70 Shahed a propulsione a reazione, lanciati da diverse località della Russia e dalla Crimea occupata.
Non tutti gli ordigni sono stati intercettati: sono stati segnalati impatti in 15 località e la caduta di frammenti in altre quattro. Al momento della diffusione del rapporto, alcuni droni risultavano ancora presenti nello spazio aereo ucraino.
Il ministero della Difesa russo ha inoltre sostenuto di aver colpito in mare una nave da carico diretta a Odessa, accusandola di trasportare rifornimenti militari destinati all’Ucraina. La notizia è stata diffusa dalle autorità di Mosca senza ulteriori dettagli sull’imbarcazione o sull’entità dei danni.
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