Neurologia, nuove cure e prevenzione al congresso Sin
A Firenze oltre 2.700 specialisti discutono diagnosi, biomarcatori, intelligenza artificiale e tutela della salute cerebrale
Il 56° congresso della Società italiana di neurologia riunisce a Firenze oltre 2.700 professionisti per discutere nuove diagnosi, terapie e prevenzione. L’appuntamento alla Fortezza da Basso si conclude il 27 ottobre.
L’idrocefalo normoteso, spesso scambiato per un normale declino legato all’età, può invece essere trattato con risultati significativi. La patologia altera movimento, capacità cognitive e continenza e, se riconosciuta, può migliorare anche attraverso un intervento neurochirurgico di derivazione del liquido cerebrospinale.
Per approfondire questa condizione, l’università di Catania ha avviato una ricerca multicentrica italiana sostenuta dalla Società internazionale per i disturbi del movimento. Lo studio ha coinvolto oltre 200 pazienti con idrocefalo normoteso associato a parkinsonismo e punta a rendere più precisa l’identificazione della malattia grazie a biomarcatori, tecniche avanzate di neuroimmagine e strumenti per misurare in modo oggettivo le alterazioni.
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Dalle terapie sintomatiche alla precisione
La neurologia sta cercando di agire sempre più sulle cause biologiche delle patologie, non soltanto sulle loro manifestazioni. Nicola De Stefano, presidente eletto della Società italiana di neurologia, ha indicato tra le tecniche in sviluppo le terapie basate sull’Rna, la terapia genica, la modifica dei geni e le immunoterapie cellulari come le Car-T.
Secondo De Stefano, nelle malattie del motoneurone, tra cui la sclerosi laterale amiotrofica, questo percorso sta portando verso trattamenti costruiti sulle caratteristiche dei singoli pazienti. L’obiettivo è intervenire sui meccanismi all’origine della malattia con strumenti più mirati.
Pazienti e associazioni insieme
Per la prima volta, durante il congresso nazionale si sono riuniti gli Stati generali delle associazioni che rappresentano le persone con malattie neurologiche. Il confronto ha messo insieme competenze cliniche ed esperienza quotidiana dei pazienti, con l’intento di definire richieste comuni da presentare alle istituzioni.
È stato inoltre illustrato un Manifesto in 10 punti collegato alla Strategia italiana per la salute del cervello. Il documento chiede che le patologie neurologiche, comprese quelle rare, siano considerate una priorità stabile della sanità pubblica e propone un piano nazionale, maggiore informazione, assistenza uniforme tra ospedali e territorio, accesso più equo alle innovazioni e sostegno alla ricerca.
Mario Zappia, presidente della società scientifica, ha definito gli Stati generali «un risultato di grande valore per la comunità neurologica», spiegando che associazioni impegnate su malattie differenti hanno riunito bisogni e proposte in una posizione condivisa. Il Manifesto, ha aggiunto, dovrà ora alimentare il confronto con le istituzioni.
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Prevenzione e salute del cervello
La Società italiana di neurologia ha presentato anche una campagna nazionale realizzata con Croce Rossa Italiana e Fondazione Aletheia. Tra novembre e dicembre 2026 sono previste iniziative informative in 100 piazze italiane, con attività locali che proseguiranno nel 2027.
Il programma comprenderà materiali divulgativi, formazione per i volontari e incontri rivolti alla popolazione. Cristina Tassorelli, segretaria della società scientifica, ha spiegato che parte del rischio legato a molte malattie neurologiche può essere ridotta intervenendo presto sui fattori modificabili e promuovendo abitudini corrette.
In Italia, oltre 7 milioni di persone convivono con l’emicrania, circa 12 milioni presentano disturbi del sonno e più di 2 milioni sono interessate da declino cognitivo o demenza. A livello mondiale, le malattie neurologiche rappresentano la prima causa di disabilità e la seconda causa di morte.
Biomarcatori e nuove diagnosi
Il congresso affronta anche il contributo dei biomarcatori, utili per descrivere meglio le patologie, seguirne l’evoluzione e individuare chi può rispondere a trattamenti specifici. Nella malattia di Alzheimer, la proteina p-tau217 può essere rilevata anche con un prelievo di sangue e offre nuove possibilità per la diagnosi e il monitoraggio.
Alessandro Padovani, ex presidente della società scientifica, ha spiegato che proteomica e metabolomica permettono di analizzare processi biologici complessi. L’incrocio di questi dati con l’intelligenza artificiale potrebbe consentire di individuare anomalie prima dei sintomi e di studiare interventi capaci di ridurre il rischio o modificare l’andamento delle malattie.
Il congresso di Firenze
Fino al 27 ottobre, neurologi, neuroscienziati e altri operatori sanitari partecipano a sessioni plenarie, laboratori e lezioni magistrali. Il programma comprende 1.280 contributi tra comunicazioni orali e poster, oltre a 13 corsi di aggiornamento per l’educazione continua in medicina.
Zappia ha collegato l’ampia adesione e la quantità dei lavori presentati al ruolo del congresso nel sostenere la ricerca neurologica e il dialogo tra professionisti, istituzioni, pazienti e persone che li assistono.
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