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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Neurologia, a Firenze congresso Sin tra biomarcatori e prevenzione

Oltre 2.700 partecipanti discutono cure, diagnosi e salute del cervello dal 24 al 27 ottobre

A Firenze è in corso il 56° Congresso della Società italiana di neurologia, con oltre 2.700 partecipanti e 1.280 contributi scientifici.

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Lo studio sull’idrocefalo normoteso

Tra i temi affrontati c’è l’idrocefalo normoteso, una condizione poco riconosciuta i cui disturbi motori, cognitivi e legati alla continenza possono essere scambiati per normali effetti dell’età o per altre malattie neurodegenerative. Una diagnosi corretta può aprire la strada a un miglioramento significativo, perché si tratta di una delle forme di deterioramento cognitivo e motorio potenzialmente reversibili con un intervento di derivazione del liquor.

L’Università di Catania ha avviato uno studio multicentrico italiano, patrocinato dalla Società internazionale per i disturbi del movimento, che ha arruolato oltre 200 pazienti con idrocefalo normoteso associato a parkinsonismo. Il progetto punta a rendere più precisa l’identificazione della patologia attraverso biomarcatori, tecniche avanzate di imaging neurologico e strumenti per misurare in modo oggettivo le alterazioni.


Terapie mirate e medicina personalizzata

Secondo gli esperti riuniti al congresso, le nuove terapie stanno spostando l’attenzione dal controllo dei sintomi all’intervento sui meccanismi biologici delle malattie. Tra gli approcci studiati figurano i trattamenti basati sull’Rna, la terapia genica, la modifica del patrimonio genetico e le immunoterapie cellulari, comprese le Car-T.

Nicola De Stefano, presidente eletto della Sin, ha indicato nelle malattie del motoneurone, come la sclerosi laterale amiotrofica, uno degli ambiti in cui la medicina di precisione sta modificando l’approccio terapeutico. L’obiettivo è adattare sempre più le cure alle caratteristiche biologiche dei singoli pazienti.

I biomarcatori permettono intanto di descrivere meglio le patologie, controllarne l’evoluzione e selezionare le persone più adatte a determinati trattamenti. Nella malattia di Alzheimer, la p-tau217 può essere individuata anche con un prelievo di sangue e viene studiata per la diagnosi e la valutazione della progressione.

Alessandro Padovani, past president della Sin, ha spiegato che proteomica e metabolomica potranno ampliare la lettura dei processi biologici. L’integrazione di questi dati con l’intelligenza artificiale potrebbe consentire di riconoscere alcune alterazioni prima dei sintomi e di sviluppare interventi mirati per ridurre il rischio o modificare l’andamento della malattia.


Prevenzione e salute del cervello

La Società italiana di neurologia ha inoltre presentato una campagna nazionale realizzata con la Croce Rossa Italiana e la Fondazione Aletheia. Il programma prevede materiali informativi, formazione per i volontari e iniziative in 100 piazze italiane tra novembre e dicembre 2026, seguite da attività locali nel 2027.

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Cristina Tassorelli, segretaria della Sin, ha sottolineato che una parte del rischio legato a molte malattie neurologiche può essere ridotta intervenendo presto sui fattori modificabili e promuovendo stili di vita corretti. La campagna mira anche a contrastare la disinformazione e le differenze nell’accesso alle conoscenze sulla salute del cervello.


Le richieste delle associazioni

Per la prima volta, all’interno di un congresso scientifico nazionale, si sono riuniti gli Stati generali delle associazioni delle persone con malattie neurologiche. Il confronto ha unito competenze cliniche ed esperienza diretta, con l’obiettivo di portare le priorità dei pazienti nelle decisioni sanitarie e nella ricerca.

Durante l’incontro è stato presentato un Manifesto unitario in 10 punti collegato alla Strategia italiana per la salute del cervello. Il documento chiede di considerare anche le malattie rare una priorità stabile della sanità pubblica: le patologie del sistema nervoso centrale e periferico riguardano circa 1 italiano su 3.

Tra le proposte figurano un Piano nazionale per la salute del cervello costruito con associazioni e società scientifiche, una maggiore alfabetizzazione neurologica, percorsi assistenziali uniformi e continuità tra ospedale e territorio. Il testo sollecita inoltre pari accesso alle innovazioni, finanziamenti per la ricerca e una presenza stabile di associazioni e caregiver nella programmazione dei servizi.


I numeri del congresso

L’appuntamento, aperto dal 24 al 27 ottobre alla Fortezza da Basso di Firenze, comprende sessioni plenarie, laboratori e letture magistrali. Sono previsti anche 13 corsi di aggiornamento Ecm, oltre alle comunicazioni orali e ai poster.

La Sin ricorda che le malattie neurologiche rappresentano la prima causa di disabilità e la seconda causa di morte a livello mondiale. In Italia l’emicrania interessa oltre 7 milioni di persone, i disturbi del sonno circa 12 milioni e il declino cognitivo o la demenza più di 2 milioni.

Mario Zappia, presidente della Sin, ha definito il congresso un luogo di confronto tra professionisti e ha evidenziato la partecipazione delle associazioni alla costruzione di una posizione comune. «Il Manifesto ci rende orgogliosi, ma è soprattutto il punto di partenza per un confronto autorevole con le istituzioni», ha dichiarato.

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