Ucraina, il piano in tre mosse: energia, grano e vertice
Trump e Zelensky delineano un possibile percorso diplomatico, ma il nodo resta convincere Mosca a fermare gli attacchi e tornare al tavolo
Il primo obiettivo sarebbe limitare gli attacchi alle infrastrutture energetiche, mentre sul Mar Nero si cerca una soluzione per riattivare le rotte del grano. È questa la direzione emersa dal confronto tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky a New York, durante gli incontri collegati all’Assemblea generale dell’Onu. Il terzo passaggio riguarda un possibile negoziato a tre tra Stati Uniti, Russia e Ucraina.
La tregua parziale è il primo test
La proposta americana prevede una sospensione circoscritta delle operazioni contro gli impianti energetici. Kiev ha accolto l’idea e Zelensky ha spiegato che vorrebbe trasformarla in uno dei primi risultati concreti di un eventuale percorso diplomatico.
La definizione dell’intesa non è però semplice. Marco Rubio, dopo il colloquio con Sergej Lavrov, ha chiarito che Mosca e Kiev parlano entrambe di una pausa sul fronte energetico, ma con obiettivi differenti: per la Russia il tema riguarda soprattutto raffinerie e gas, mentre per l’Ucraina coinvolge la rete elettrica. “Una tregua energetica è difficile, ma proveremo”, ha detto il segretario di Stato americano.
Dopo il faccia a faccia tra Trump e Zelensky, i gruppi incaricati dei negoziati hanno proseguito il lavoro. Washington dovrebbe sottoporre il progetto ai russi, mentre la delegazione ucraina ne discuterà con gli alleati europei. Un aggiornamento è atteso tra circa dieci giorni.
Il Mar Nero riapre il dossier grano
Il secondo punto riguarda la sicurezza dei collegamenti marittimi utilizzati per il trasporto dei prodotti agricoli. Egitto, India e Turchia hanno già avanzato alcune ipotesi operative, ma per procedere serve ancora la risposta di Mosca.
Zelensky ha indicato come possibile formula una sospensione reciproca degli attacchi, così da consentire il ritorno delle navi sulle rotte del Mar Nero. Prima dell’invasione, da quell’area passava il 90% delle esportazioni russe di cereali: la riapertura avrebbe quindi un rilievo anche sul piano della sicurezza alimentare.
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Vertice a tre, il nodo più difficile
L’ultima parte del piano punta a riprendere il formato trilaterale tra Washington, Mosca e Kiev, interrotto a febbraio. Abu Dhabi è stata indicata come una possibile sede; gli Stati Uniti valutano anche un primo incontro tra esperti e funzionari tecnici, prima di coinvolgere direttamente i leader.
Kiev si è detta disponibile a discutere formule e luoghi diversi. Zelensky ha citato anche il G20 di dicembre a Miami come eventuale occasione per un incontro al massimo livello, ma questa prospettiva appare al momento molto lontana, così come un faccia a faccia diretto tra il presidente ucraino e Vladimir Putin.
Via libera ai Patriot, Mosca diffidente
Nel confronto con Trump, Zelensky avrebbe ottenuto anche l’autorizzazione a produrre in Ucraina missili avanzati destinati ai sistemi di difesa aerea Patriot. Il consenso americano è arrivato mentre Kiev chiedeva un nuovo pacchetto di forniture militari per l’inverno e sostegno alla proposta di proteggere gli impianti energetici.
Il Cremlino ha reagito con prudenza. Dmitry Peskov ha osservato che Zelensky “recentemente sta dicendo molte cose” e ha aggiunto che la Russia controlla con attenzione quali Paesi concedano licenze e trasferiscano armi all’Ucraina, tenendo conto di ogni decisione.
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