Ripetizioni, la sorpresa dei prezzi: l’IA cambia già il mercato
L’intelligenza artificiale sta modificando le aspettative sull’apprendimento e potrebbe ridisegnare anche il ricorso alle lezioni private.
Secondo il Rapporto GoStudent sul futuro dell’istruzione 2025, il 47% dei genitori considera l’IA uno strumento capace di adattare lo studio alle necessità dei figli, mentre il 46% degli insegnanti teme che chi non vi accede possa accumulare svantaggi. Il 56% dei docenti la ritiene ormai una risorsa essenziale, al pari di computer e internet, e il 50% dei bambini europei immagina di vedere robot e IA nelle aule entro il 2030.
Risparmiare richiede qualche strategia
Per contenere la spesa, una soluzione può essere acquistare pacchetti da 6, 12 o 24 ore, spesso più convenienti delle singole lezioni. Anche la frequenza regolare può garantire riduzioni, perché alcuni docenti applicano condizioni migliori agli studenti che fissano appuntamenti ogni settimana.
Le lezioni in gruppo rappresentano un’altra possibilità: con almeno 2 partecipanti, il prezzo individuale si colloca generalmente tra 8 e 10 euro l’ora, contro una fascia compresa tra 13 e 25 euro per l’insegnamento individuale. Il domicilio, invece, arriva a una mediana di 15 euro l’ora, anche per compensare il tempo e i costi degli spostamenti dell’insegnante.
La tariffa mediana supera le attese
I dati dell’Osservatorio Prezzi LeTueLezioni 2026, elaborati su oltre 94.000 annunci pubblicati nel marzo 2026, mostrano un settore in espansione. La domanda coinvolge studenti di ogni età, dalla scuola primaria all’università, ma il costo finale cambia in base a materia, località, modalità della lezione e preparazione del docente.
La mediana nazionale è di 13 euro l’ora per gli incontri in presenza. La cifra sale a 15 euro per le lezioni a distanza e raggiunge lo stesso valore per quelle a domicilio. In 14 delle 30 discipline esaminate, quindi, il collegamento da remoto risulta più costoso dell’incontro fisico, smentendo l’idea che la modalità digitale sia sempre la più economica.
Milano guida la classifica delle città
Il luogo in cui si cerca il docente incide sensibilmente sul preventivo. Milano si colloca al primo posto con 18 euro l’ora, il 38% in più rispetto al valore nazionale di 13 euro; Roma segue con 17 euro.
A 15 euro l’ora si trovano Torino, Venezia, Padova, Verona, Firenze, Genova, Bologna e Brescia. Nel Mezzogiorno e nelle Isole le tariffe mediane scendono a 12 euro nelle città considerate, tra cui Bari, Foggia, Taranto e Reggio Calabria. Palermo costituisce un’eccezione, con 14 euro, una cifra superiore alla mediana meridionale e vicina a quella di numerosi centri del Centro Italia.
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Materie e livello fanno la differenza
Le discipline artistiche e sportive presentano i prezzi più elevati in presenza, con valori mediani compresi tra 20 e 25 euro l’ora. Per attività come il calcio, la lezione a distanza costa invece 20 euro, contro i 25 euro dell’incontro fisico, perché l’insegnamento pratico richiede la presenza sul campo.
Tra le materie non artistiche, Informatica raggiunge 17 euro l’ora. Diritto ed Economia arrivano a 15 euro, mentre le lingue classiche o meno diffuse, come Greco, Russo e Tedesco, tendono a costare più di Inglese e Spagnolo, che beneficiano di un numero maggiore di docenti disponibili.
Anche il grado di preparazione richiesto allo studente pesa sulla tariffa. Le materie scientifiche mostrano spesso prezzi a distanza più alti di quelli in presenza: per Matematica e Biologia lo scarto arriva a 2 euro l’ora. Fanno eccezione soprattutto le ripetizioni scolastiche: per le Medie la modalità a distanza costa 12 euro contro 14 in presenza, mentre per le Elementari si passa da 12 a 13 euro.
Docenti, modalità e concorrenza
Gli studenti universitari che iniziano a insegnare propongono in genere prezzi tra 10 e 15 euro l’ora. Un docente laureato e con esperienza si muove normalmente tra 15 e 25 euro, mentre gli specialisti con una lunga carriera possono superare i 30 euro nelle materie tecniche. Recensioni positive e un profilo dettagliato aumentano la visibilità e possono sostenere richieste più alte.
La presenza resta comunque la formula più diffusa: gli annunci analizzati sono 56.277 per questa modalità, contro 8.002 a distanza. La maggiore disponibilità di docenti in presenza tende a comprimere i prezzi, mentre chi insegna da remoto può raggiungere studenti di aree diverse e intercettare una domanda disposta a spendere di più. La crescita iniziata dal 2020, unita a un’offerta ancora limitata di insegnanti qualificati per il digitale, contribuisce a spiegare questo risultato.
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