3.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Codice 7500 sul volo per Tel Aviv: cosa ha fatto scattare l’allarme

Un litigio nella cabina di pilotaggio avrebbe attivato la procedura antidirottamento, mentre l’aereo Flydubai veniva seguito dalle autorità israeliane fino all’atterraggio in Arabia Saudita.

La paura di un dirottamento ha coinvolto un volo diretto a Tel Aviv, ma dietro l’allarme ci sarebbe stata una lite tra i due piloti. L’aereo, partito da Dubai, ha infine cambiato direzione ed è atterrato in Arabia Saudita, facendo scattare una vasta risposta delle autorità israeliane.


L’allarme partito dalla cabina

Il velivolo era il volo FZ 1073 di Flydubai, con circa 150 persone a bordo secondo le prime informazioni. Poco dopo le 8 del mattino l’equipaggio ha trasmesso inizialmente il codice 7700, utilizzato a livello internazionale per segnalare un’emergenza generica.

La situazione è sembrata aggravarsi quando l’aereo ha inviato anche il codice 7500, associato a un dirottamento o a un’interferenza illecita. Nel frattempo il velivolo ha ridotto la quota e abbandonato la rotta prevista verso l’aeroporto Ben Gurion, dirigendosi verso l’Arabia Saudita.


Caccia israeliani in volo

La segnalazione ha spinto l’Aeronautica militare israeliana a far decollare d’urgenza due caccia, incaricati di seguire e, se necessario, intercettare l’aereo. I dati di tracciamento hanno documentato il passaggio dal codice di emergenza 7700 a quello indicativo di un possibile dirottamento.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

L’episodio ha attivato anche un centro di comando della polizia israeliana. Sono state coinvolte le Forze di Difesa Israeliane, lo Shin Bet, il Mossad, la polizia e il Consiglio di Sicurezza Nazionale, tutti impegnati nelle valutazioni sull’accaduto.


La crisi rientrata dopo l’atterraggio

Mentre l’aereo proseguiva verso lo scalo saudita, il primo ministro Benyamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz avevano convocato una riunione urgente dedicata alla sicurezza. L’obiettivo era prepararsi a ogni possibile evoluzione, in attesa di chiarire l’origine dei segnali trasmessi dal velivolo.

A contribuire alla tensione era stata anche una dichiarazione del commissario della polizia israeliana Danny Levy, che aveva spiegato: «Ci stiamo preparando per ogni scenario». In seguito, le ricostruzioni dei media israeliani hanno ricondotto l’attivazione dell’allarme a un litigio tra i piloti, ridimensionando l’ipotesi di un attacco o di un sequestro dell’aereo.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere