Trentasei Stati al voto per i governatori: quattro corse aperte
Il 3 novembre si vota in 36 Stati: Georgia, Ohio, Alaska e Texas tra le gare più incerte
I democratici puntano a conquistare la maggioranza dei governatorati statali alle elezioni di metà mandato del 3 novembre.
GioiaPura
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Il vantaggio in New Mexico
In New Mexico, Deb Haaland potrebbe diventare la prima donna nativa americana eletta governatrice negli Stati Uniti. La democratica, già deputata e segretaria agli Interni durante la presidenza di Joe Biden, parte con un margine consistente nelle rilevazioni disponibili.
La sua candidatura ha inoltre rafforzato la partecipazione delle comunità indigene dello Stato. Il testo della fonte si interrompe prima di indicare gli avversari e gli ulteriori elementi della competizione.
Una partita oltre il Congresso
Il rinnovo riguarda 36 governatori e può modificare gli equilibri tra i due partiti. I repubblicani amministrano attualmente 26 Stati, mentre i democratici ne guidano 24; secondo le valutazioni del Cook Political Report del 27 ottobre, il Partito democratico potrebbe sottrarre agli avversari da due a quattro governatorati.
Quattro corse sono invece considerate senza un favorito netto. Il risultato avrà conseguenze su immigrazione, aborto, sanità, scuola, tasse e gestione delle elezioni. I governatori eletti resteranno in carica anche durante le presidenziali del 2028, quando torneranno al centro del confronto le norme sul voto e la definizione dei collegi.
Alaska e Ohio sotto osservazione
L’Alaska, tradizionale roccaforte repubblicana, presenta una gara aperta dopo l’impossibilità per Mike Dunleavy di cercare un nuovo mandato. Il democratico Jonathan Kreiss-Tomkins affronta tre candidati repubblicani: Bernadette Wilson, appoggiata da Donald Trump, l’ex sindaco di Anchorage Dave Bronson e l’ex procuratore generale Treg Taylor.
Il sistema basato sulle preferenze ordinate può rendere decisiva la divisione del voto conservatore. Trump ha invitato gli esponenti repubblicani a sostenere Wilson e ha commentato: «Bisogna avere 190 di quoziente intellettivo per capire come funziona una scheda elettorale dell’Alaska». Il Cook Political Report ha assegnato un lieve vantaggio a Kreiss-Tomkins, anche se la corsa resta aperta. L’ultimo governatore democratico dello Stato è stato Tony Knowles, in carica dal 1994 al 2002.
In Ohio, il repubblicano Vivek Ramaswamy, imprenditore ed ex candidato alla Casa Bianca sostenuto dal presidente, affronta Amy Acton, già responsabile della sanità statale durante la pandemia di Covid-19. La candidata democratica, 60 anni, ha trasformato una gara che sembrava destinata a un successo agevole del Partito repubblicano in un confronto ravvicinato.
La campagna è stata segnata anche dalle polemiche per uno spot di Ramaswamy con la madre di Acton, schierata contro la figlia. La media di cinque sondaggi pubblicata da 270toWin attribuisce ad Acton il 47,6% e a Ramaswamy il 45,6%. A pesare sono il costo della vita, la sanità e gli effetti economici della guerra in Iran. Un successo democratico riporterebbe il partito alla guida dell’Ohio dopo vent’anni.
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Georgia e Nevada in bilico
In Georgia, dopo più di due decenni di amministrazioni repubblicane, la successione a Brian Kemp mette di fronte Keisha Lance Bottoms e Rick Jackson. Il governatore uscente non può ricandidarsi per i limiti di mandato; Bottoms è stata sindaca democratica di Atlanta, mentre Jackson ha ottenuto la candidatura repubblicana battendo alle primarie Burt Jones, sostenuto da Trump.
Il miliardario ha finanziato la propria campagna con oltre 100 milioni di dollari e la gara è classificata come incerta dal Cook Political Report. Una vittoria di Bottoms restituirebbe il governatorato ai democratici dopo 23 anni e la renderebbe la prima donna afroamericana a guidare uno Stato americano.
In Nevada, il repubblicano Joe Lombardo cerca la conferma contro il procuratore generale democratico Aaron Ford. La competizione si concentra su abitazioni, crescita economica e risorse per i servizi pubblici, mentre le rilevazioni non indicano un esito definito.
Il Partito democratico considera il controllo del governatorato particolarmente rilevante perché già dispone di entrambi i seggi del Nevada al Senato federale. Anche questa corsa rientra tra quelle senza un favorito chiaro.
Wisconsin e Texas
In Wisconsin David Crowley, dirigente della contea di Milwaukee, prova a raccogliere l’eredità del democratico Tony Evers, che ha scelto di non correre per un terzo mandato. Il suo avversario è il deputato repubblicano Tom Tiffany, appoggiato da Trump.
Il confronto riguarda soprattutto costo della vita, energia e sviluppo dei grandi centri per l’elaborazione dei dati. Crowley propone di ampliare l’accesso alle cure e rendere meno onerosi gli alloggi; Tiffany insiste invece sulla riduzione delle imposte. Il Cook Political Report mantiene la gara tra quelle più incerte, mentre alcune analisi registrano un lieve vantaggio democratico.
In Texas, Greg Abbott cerca il quarto mandato consecutivo contro la deputata statale democratica Gina Hinojosa. I repubblicani governano lo Stato da oltre trent’anni: l’ultima democratica alla guida è stata Ann Richards, sconfitta nel 1994 da George W. Bush.
Un sondaggio di Emerson College, condotto dal 17 al 19 ottobre, assegna ad Abbott il 49% e a Hinojosa il 45%; una rilevazione di Fox News indica invece il governatore al 52% e la sfidante al 47%. La corsa resta classificata come favorevole ai repubblicani, ma il margine appare ridotto anche per la competizione parallela al Senato tra James Talarico e Ken Paxton.
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