Senato Usa, sette Stati decidono la maggioranza
I democratici devono conquistare quattro seggi, con corse incerte e spese record da Texas all’Alaska
Il controllo del Senato degli Stati Uniti si decide in sette Stati, dove democratici e repubblicani si contendono i seggi nelle ultime fasi della campagna elettorale. I democratici devono ottenere almeno quattro posti per ribaltare l’attuale equilibrio, che vede i repubblicani avanti 53-47.
La Camera alta avrà un peso diretto sulle nomine presidenziali, compresa la scelta dei giudici della Corte Suprema. Per questo le elezioni di metà mandato assumono un rilievo particolare nella distribuzione del potere a Washington.
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Ohio, una corsa da 350 milioni
In Ohio il democratico Sherrod Brown cerca la conferma contro il repubblicano Jon Husted, arrivato al Senato dopo l’uscita di JD Vance, scelto per un incarico alla Casa Bianca. I sondaggi più recenti attribuiscono a Brown un margine compreso tra 3 e 5 punti.
La competizione è anche una delle più costose dell’intero Paese. Finora i gruppi conservatori hanno messo sul tavolo 232 milioni di dollari, mentre quelli democratici hanno destinato alla campagna 118 milioni.
Texas e Michigan al centro
In Texas il democratico James Talarico prova a conquistare un seggio in uno Stato in cui il suo partito non vince dal 1994. Il repubblicano Ken Paxton, pur sostenuto da ingenti finanziamenti garantiti da Elon Musk, appare in difficoltà: nel 2024 Donald Trump aveva prevalso con 14 punti di vantaggio, ma questa volta l’esito resta aperto.
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Il Michigan propone il confronto tra il democratico progressista Abdul El-Sayed e il repubblicano Mike Rogers. Rogers ha ricevuto l’appoggio del presidente Donald Trump, mentre Barack Obama si è schierato con El-Sayed, bersagliato durante la campagna da messaggi denigratori e dalle accuse di rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale. Una sua eventuale elezione lo renderebbe il primo senatore musulmano degli Stati Uniti.
Le altre corse da seguire
In Alaska il repubblicano Dan Sullivan tenta di conservare il seggio contro la democratica Mary Peltola e un candidato indipendente che porta lo stesso nome. Nonostante il successo di Trump nello Stato, con 13 punti di margine nel 2024, i rilevamenti danno Sullivan alle spalle di Peltola. L’omonimia ha inoltre alimentato accuse rivolte ai democratici, sospettati dagli avversari di aver favorito la candidatura per sottrarre consensi al senatore uscente.
Tra gli altri Stati indicati per il controllo del Senato figurano Kansas, Maine e Iowa. Il quadro comprende dunque anche una roccaforte repubblicana alle prese con una corsa insolitamente difficile, il confronto reso più complesso dalla sostituzione di Platner in Maine e una gara in Iowa ancora caratterizzata da margini ristretti.
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