Israele, la Commissione elettorale conferma: voto regolare
Herzog convocherà tutti i gruppi mercoledì, mentre le indagini sull’ingerenza straniera proseguono senza effetti sull’esito.
La Commissione elettorale israeliana ha giudicato regolari le elezioni per la 26ª Knesset, escludendo che i sospetti su possibili interferenze straniere possano modificare il risultato complessivo.
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Le consultazioni al via mercoledì
Il presidente israeliano Isaac Herzog riceverà mercoledì i dati ufficiali dal presidente della Commissione elettorale centrale e vicepresidente della Corte Suprema, il giudice Noam Sohlberg. Dopo la consegna dei risultati, inizierà alla Residenza del Presidente il confronto con tutti i gruppi parlamentari eletti.
Herzog ha invitato i rappresentanti dei partiti a partecipare con disponibilità all’ascolto e con l’obiettivo di evitare un nuovo ricorso alle urne. Nel corso della commemorazione del primo presidente israeliano Chaim Weizmann, ha detto: «Le elezioni sono finite e i risultati sono la realtà». Il presidente ha aggiunto che i colloqui dovranno svolgersi con prudenza e senso di responsabilità.
Il direttore generale della residenza presidenziale, Eyal Shviki, ha già contattato i rappresentanti delle formazioni parlamentari. Le consultazioni precederanno l’assegnazione dell’incarico di formare il governo a un membro della Knesset.
Le indicazioni sui candidati
Secondo quanto riferito dal sito israeliano Walla, la Lista Unita, composta da tre partiti arabi, avrebbe deciso di indicare Gadi Eisenkot come candidato alla guida del governo durante gli incontri con Herzog. La stessa scelta potrebbe essere compiuta anche da Ra'am.
Anche Naftali Bennett ha annunciato che Beyahad, l’alleanza con Yair Lapid, sosterrà Eisenkot. Il gruppo ha ottenuto 12 seggi. Bennett ha spiegato di voler rispettare l’orientamento espresso dagli elettori e ha rivolto un messaggio di buon auspicio al candidato.
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Le verifiche sul voto
Il presidente della Commissione elettorale, Noam Sohlberg, ha parlato in un video diffuso insieme al capo dello Shin Bet, David Zini, e alla procuratrice generale Gali Baharav-Miara. Al centro ci sono le verifiche su una presunta ingerenza straniera finalizzata ad aumentare la partecipazione degli elettori arabi.
Sohlberg ha chiarito che gli eventuali episodi irregolari sono ancora esaminati, ma non inciderebbero sulla validità generale del voto. «Anche se i sospetti fossero confermati, non verrebbero compromesse né la correttezza delle elezioni né i risultati nel loro insieme», ha affermato.
La protesta contro la leva
Nel frattempo, gruppi di ultraortodossi hanno manifestato davanti all’ufficio di reclutamento dell’Idf a Tel Hashomer contro il servizio militare. La polizia ha segnalato la chiusura di diverse strade e ha disposto interventi per contenere la folla.
Secondo le autorità, alcuni manifestanti hanno affrontato gli agenti e li hanno insultati, nonostante i tentativi di avviare un dialogo. Channel 12 ha riferito che circa 230 ultraortodossi avrebbero dovuto presentarsi quel giorno per l’arruolamento nell’Idf.
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