Elettori latini, il voto anticipato raddoppia negli Usa
Oltre 5,2 milioni di schede già depositate: la partecipazione cresce, ma non equivale a un sostegno ai democratici
Alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti hanno già votato più di 5,2 milioni di elettori latini. Il dato, registrato prima dell’appuntamento del 3 novembre, segna quasi il doppio rispetto alle circa 2,9 milioni di schede anticipate del 2022.
GioiaPura
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Il peso della comunità latina
La comunità latina conta 65 milioni di persone e potrebbe generare negli Stati Uniti un prodotto interno lordo pari a 5,1 mila miliardi di dollari. Secondo un dossier di Latino Donor Collaborative, se fosse uno Stato indipendente occuperebbe il quarto posto tra le economie mondiali.
Il gruppo rappresenta 39 milioni di aventi diritto, oltre il 15% dell’elettorato statunitense. È il secondo maggiore blocco etnico del Paese per peso alle urne e quello che cresce più rapidamente.
Un voto orientato agli interessi
L’eventuale arretramento di Donald Trump non significa però un passaggio compatto verso i democratici. Sindy Benavides, direttrice di Latino Victory Fund, ha spiegato che il ricorso al voto anticipato può servire a contrastare le deportazioni senza trasformarsi in un’adesione al Partito democratico.
La scelta, secondo Benavides, segue sempre più valutazioni concrete su candidati e programmi economici. Clarissa Martínez de Castro ha parlato di una fase di disallineamento: circa il 38% degli elettori latini si considera indipendente o non ha ancora deciso, mentre i partiti tradizionali faticano a intercettare problemi economici e valori familiari.
La distanza da Trump
Le stime del Pew Research Center indicano una diminuzione di 24 punti percentuali del consenso latino a Trump in due anni. Rilevazioni di NBC News e Telemundo stimano inoltre una contrarietà alle politiche dell’amministrazione vicina al 70%, con appena il 27% di giudizi favorevoli.
Gladys Alarcón, elettrice del Texas che aveva sostenuto Trump due volte, ha annunciato a Corpus Christi: «Non lo voterò più». La stretta sull’immigrazione avrebbe portato, dal 2025 a oggi, all’espulsione di almeno 1 milione di latinoamericani, pari al 92% del totale indicato.
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Famiglie sotto pressione
Sul piano economico, il 49% degli elettori latini ritiene peggiorata la propria condizione finanziaria rispetto a un anno fa. Tra le cause vengono indicati l’aumento delle spese per energia e abitazione e la riduzione di forme essenziali di assistenza pubblica, compresi i programmi Medicaid.
Beatriz López, dirigente di Voto Latino, ha descritto la situazione con queste parole: «L’economia sta schiacciando le famiglie latine e le leggi sull’immigrazione fanno vittime». María Teresa Kumar ha aggiunto che, per molti membri della comunità, le decisioni dell’amministrazione sono diventate una questione personale.
Una presenza elettorale più giovane
Negli ultimi due anni gli elettori latini sono aumentati di 2,8 milioni. Mark Hugo López, responsabile della ricerca etnica al Pew Research Center, ha osservato che l’incremento dipende soprattutto dai ricambi generazionali: ogni anno circa 1 milione di giovani latini nati negli Stati Uniti raggiunge i 18 anni.
Il loro peso può risultare decisivo in Arizona, Texas, California, Nevada e Florida. In questi Stati la componente latina varia dal 20% al 33% degli aventi diritto, a seconda del territorio.
Una mobilitazione senza precedenti
Tom Bonier di TargetSmart ha rilevato un cambiamento nelle abitudini di partecipazione: molti elettori latini che in passato aspettavano l’ultimo momento hanno scelto di depositare la scheda in anticipo.
Javier Palomarez, presidente dello United States Hispanic Business Council, ha definito il malcontento come un «pentimento dopo l’acquisto». A suo giudizio, numerosi lavoratori e imprenditori si sono sentiti traditi dopo aver dato fiducia all’amministrazione due anni fa.
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