Tregua energetica, l’ultimatum di Zelensky: «Risponderemo
La pausa sugli attacchi alle infrastrutture resta incerta: Kiev denuncia nuovi bombardamenti, Mosca parla di contatti in corso e l’Europa chiede più pressione sulla Russia.
Il cessate il fuoco limitato al settore energetico annunciato da Donald Trump non ha ancora prodotto un’intesa chiara tra Mosca e Kiev. Mentre il Cremlino evita di confermare l’entrata in vigore della tregua, l’Ucraina segnala nuovi raid contro centrali e reti elettriche e prepara la risposta nel caso in cui la Russia non interrompa le proprie operazioni.
Il bilancio riferito dalle autorità ucraine nelle ultime 24 ore è di almeno 10 morti e 73 feriti. Gli attacchi hanno colpito abitazioni, infrastrutture energetiche e diverse aree del Paese, alimentando i dubbi sull’effettiva tenuta dell’annuncio arrivato da Washington.
Kiev detta le condizioni della tregua
Nel corso di un videomessaggio trasmesso durante un forum sulla sicurezza a Varsavia, Volodymyr Zelensky ha fissato la condizione posta dall’Ucraina: «Se la Russia non accetterà un cessate il fuoco nel settore energetico, risponderemo». Il presidente ucraino ha collegato la sospensione degli attacchi contro le raffinerie russe alla fine dei bombardamenti su centrali, reti e altre strutture essenziali ucraine.
Zelensky aveva già denunciato un attacco contro una centrale elettrica di Kiev, seguito da interruzioni della corrente in numerosi quartieri. Successivamente, secondo il presidente, sono stati colpiti impianti nella regione di Kharkiv, nonostante l’annuncio americano sulla possibile tregua.
Mosca non conferma l’accordo
Dmitrij Peskov ha riferito che tra le parti sono in corso contatti, senza però chiarire se esista già un’intesa operativa. Il portavoce del Cremlino ha aggiunto che eventuali sviluppi saranno comunicati ufficialmente, mentre Mosca continua a sostenere di puntare a un risultato più ampio rispetto a una semplice sospensione temporanea.
«Non vogliamo un cessate il fuoco, vogliamo una pace duratura», ha dichiarato Peskov, ribadendo la disponibilità russa a proseguire il lavoro con i negoziatori statunitensi. Il portavoce ha inoltre respinto l’idea che Mosca cerchi di mettere gli Stati Uniti contro l’Europa, accusando però i Paesi europei di essere più vicini alla posizione favorevole alla prosecuzione del conflitto che a quella orientata alla pace.
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Elezioni ucraine dopo la guerra
La discussione sulla tregua si intreccia con la proposta di una pausa di 60 giorni avanzata da Kiev per permettere lo svolgimento delle elezioni. La responsabile della politica estera dell’Unione europea, Kaja Kallas, ha sostenuto che il voto dovrebbe arrivare soltanto dopo la conclusione della guerra, ricordando che molte costituzioni impediscono le consultazioni durante un conflitto armato.
Secondo Kallas, elezioni organizzate mentre il Paese è sottoposto ad attacchi rischierebbero di accentuare le divisioni interne. La dirigente europea ha anche chiesto che un eventuale cessate il fuoco non riguardi soltanto gli impianti energetici, ma comprenda la fine delle uccisioni, sollecitando Washington a valutare nuove sanzioni contro Mosca.
Nuovi attacchi e vittime
Nella regione di Kharkiv sono morte cinque persone e 42 sono rimaste ferite, secondo il governatore Oleh Syniehubov. Un impianto energetico è stato colpito anche nella regione di Zhytomyr, mentre a Kiev una linea ad alta tensione danneggiata dai raid ha provocato disservizi alla rete idrica e interruzioni temporanee dell’elettricità.
L’aeronautica ucraina ha riferito del lancio notturno di 121 droni, compresi apparecchi Shahed e velivoli utilizzati come esche. Le difese hanno abbattuto o neutralizzato 89 unità, ma sono stati comunque segnalati attacchi in 15 località. Altre vittime sono state registrate nelle regioni di Ivano-Frankivsk, Donetsk e Sumy, dove un drone ha colpito un’auto civile: una persona è morta e tre sono rimaste ferite, tra cui due soccorritori.
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