5.000Lettori online ora
Attualità 3 min di lettura4 ore fa

Tregua energetica, è già caos: Kiev minaccia la risposta e Mosca prende tempo

Dopo l’annuncio di Trump, Ucraina e Russia non confermano un’intesa operativa mentre continuano gli attacchi contro centrali, reti elettriche e aree residenziali.

L’annuncio di una pausa nei raid contro le infrastrutture energetiche non ha prodotto, almeno per ora, una sospensione verificabile delle ostilità. Kiev denuncia nuovi bombardamenti russi e minaccia ritorsioni, mentre Mosca evita di confermare l’entrata in vigore dell’intesa attribuita a Donald Trump.


Kiev denuncia attacchi dopo l’annuncio

Volodymyr Zelensky ha fatto sapere che l’Ucraina reagirà se la Russia non interromperà i colpi contro il sistema energetico nazionale. «Se la Russia non accetterà un cessate il fuoco nel settore energetico, risponderemo», ha affermato il presidente ucraino durante un videomessaggio trasmesso in occasione di un forum sulla sicurezza a Varsavia.

Secondo Zelensky, dopo l’annuncio americano sono state colpite una centrale elettrica nella capitale e diverse strutture nella regione di Kharkiv. A Kiev, i danni a una linea ad alta tensione hanno lasciato ampie zone senza acqua corrente e provocato interruzioni temporanee della fornitura elettrica, riferite anche dalla società Dtek.

La situazione più grave è stata registrata proprio nell’area di Kharkiv: cinque persone sono morte e 42 sono rimaste ferite, secondo il governatore Oleh Syniehubov. Un impianto energetico di Zhytomyr è stato colpito senza causare vittime, mentre nella regione di Ivano-Frankivsk un attacco ha provocato la morte di tre militari ucraini e il ferimento di altri tre.


Mosca non conferma la tregua

Il Cremlino mantiene una posizione prudente. Dmitrij Peskov ha spiegato che i contatti sull’ipotesi di cessazione dei raid sono ancora in corso e che eventuali novità saranno comunicate in seguito. Alla domanda sulla proposta ucraina di una pausa di 60 giorni per permettere lo svolgimento delle elezioni, il portavoce ha replicato: «Non vogliamo un cessate il fuoco, vogliamo una pace duratura».

Peskov ha inoltre sostenuto che Mosca guarda con favore all’attività diplomatica degli Stati Uniti. Ha respinto l’idea che la Russia punti a separare Washington dall’Europa e ha accusato invece i Paesi europei di essere più vicini alla posizione di chi sostiene il conflitto che a quella di chi cerca un accordo.

Il chiarimento sulla tregua è diventato così uno dei nodi centrali della giornata. Trump aveva parlato di un’intesa tra Mosca e Kiev per fermare gli attacchi contro le rispettive infrastrutture energetiche, ma dal Cremlino non è arrivata una conferma formale. Zelensky ha anche riferito di non essere stato avvisato in anticipo e ha chiesto indicazioni precise sull’eventuale momento di avvio.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Europa: prima la fine della guerra

Kaja Kallas, Alta Rappresentante dell’Unione europea, ha escluso che le elezioni ucraine possano svolgersi prima della conclusione della guerra. A suo giudizio, il voto dovrebbe tenersi dopo la cessazione delle ostilità: durante un conflitto, ha ricordato, molte costituzioni impediscono di organizzare consultazioni elettorali.

Kallas ha riconosciuto che Zelensky si è detto disponibile a convocare gli elettori appena fosse raggiunto un cessate il fuoco, ma ha avvertito dei rischi di divisioni interne mentre il Paese è ancora sotto attacco. Ha inoltre sostenuto che la pausa dovrebbe riguardare anche la violenza contro le persone, non soltanto gli impianti energetici, e ha chiesto agli Stati Uniti di aumentare la pressione su Mosca attraverso nuove sanzioni.

Il ministro degli Esteri estone Margus Tsakhna ha annunciato che l’Unione europea inserirà nelle proprie misure restrittive quasi 1.600 aziende e persone coinvolte nella guerra condotta dalla Russia in Ucraina. Secondo il ministro, si tratterebbe dell’elenco più ampio mai approvato dall’Unione.


Raid russi, il bilancio resta pesante

Nelle 24 ore considerate dalle autorità regionali, in Ucraina almeno 10 persone sono state uccise e 73 ferite a causa degli attacchi contro abitazioni e infrastrutture energetiche. A Donetsk si conta una vittima e 18 feriti; nella sola Sloviansk sono morti una persona e altre 10 sono rimaste ferite.

Nella regione di Sumy, un uomo di 39 anni è deceduto dopo che un drone russo ha colpito un’auto civile. Altre tre persone, tra cui due paramedici, sono rimaste ferite. Il bilancio complessivo potrebbe quindi includere episodi ancora in fase di verifica da parte delle autorità locali.

L’Aeronautica militare ucraina ha riferito del lancio notturno di 121 droni d’attacco, compresi velivoli Shahed a reazione e apparecchi usati come esca. Le difese ucraine ne avrebbero abbattuti o neutralizzati 89; incursioni o cadute di detriti sono state segnalate in 15 località, con frammenti recuperati in quattro punti.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere