Tre morti e nuovi blackout: la tregua tra Mosca e Kiev non regge
Le bombe russe colpiscono tre regioni ucraine mentre l’annuncio americano di una pausa sugli attacchi energetici viene respinto e smentito dagli eventi.
Tre persone uccise, almeno 22 ferite e nuove interruzioni di corrente: è questo il bilancio dell’ultima notte di bombardamenti russi contro infrastrutture energetiche ucraine. Le esplosioni hanno colpito le regioni di Kharkiv, Zaporizhzhia e Zhitomyr, offrendo una risposta concreta all’annuncio di una presunta tregua energetica.
L’attacco, in particolare alla periferia di Kharkiv, ha mostrato quanto fosse fragile l’intesa presentata da Washington. Le vittime civili e i danni sul territorio hanno infatti contraddetto il quadro diplomatico emerso nelle ore precedenti, mentre entrambi i Paesi coinvolti nel conflitto hanno negato che fosse stato raggiunto un accordo effettivo.
La tregua annunciata senza un’intesa
La confusione è nata dopo che Donald Trump ha comunicato l’esistenza di una pausa nei raid contro il settore energetico. Secondo quanto ricostruito nel testo, però, quell’intesa non sarebbe stata realmente negoziata e non avrebbe trovato una traduzione concreta sul campo.
Ancora prima dell’intervento pubblico del presidente statunitense, alcuni rappresentanti riuniti a Miami avevano anticipato l’annuncio alla delegazione ucraina. Da Kiev la notizia è stata accolta con stupore e irritazione: la rappresentanza del Paese ha parlato apertamente di una possibile trappola.
Kiev chiede quando dovrebbe iniziare
Volodymyr Zelensky è intervenuto poco dopo, lasciando emergere il disorientamento della parte ucraina. «Non sapevo nulla, diteci quando inizia», ha dichiarato, chiedendo di chiarire tempi e modalità di una tregua che, stando agli attacchi successivi, non risultava operativa.
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Le bombe cadute nella notte hanno così spostato il centro della vicenda dalle dichiarazioni diplomatiche alle conseguenze sul terreno. In tre regioni sono stati segnalati danni alle infrastrutture energetiche e diffuse sospensioni dell’elettricità, mentre a Kharkiv il bilancio comprende tre morti e almeno 22 feriti.
Le bombe smentiscono l’annuncio
La sequenza degli eventi ha alimentato ulteriori dubbi sulla reale portata dell’annuncio proveniente dagli Stati Uniti. Da una parte c’erano le parole di Trump e i contatti avvenuti a Miami; dall’altra, nuovi attacchi che hanno coinvolto anche aree civili e provocato vittime.
Il messaggio arrivato dalla notte di bombardamenti è quindi opposto a quello della tregua prospettata: le infrastrutture energetiche restano nel mirino e la popolazione continua a fare i conti con morti, feriti e blackout. L’accordo annunciato non ha trovato conferma né nelle reazioni di Mosca e Kiev né nella situazione registrata nelle città colpite.
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