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Attualità 2 min di lettura12 ott

Spoofing, la stretta Agcom vale 822.500 euro: chi è finito nel mirino

Retelit Digital Services e Tekmind dovranno pagare sanzioni per il mancato controllo dei numeri impiegati dai call center nelle attività commerciali telefoniche.

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha imposto multe complessive per 822.500 euro a due società italiane coinvolte nei controlli sulle numerazioni usate per teleselling e telemarketing. Retelit Digital Services è stata sanzionata con 700mila euro, mentre per Tekmind la somma è di 122.500 euro.

Il provvedimento arriva dopo un’attività di vigilanza avviata nel novembre 2025 in seguito a numerose segnalazioni. Al centro dell’indagine ci sono gli obblighi di verifica che riguardano i numeri utilizzati dai call center, compresa la pratica dello spoofing, con cui viene falsificata l’identità telefonica del chiamante.

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La rete dei numeri contraffatti

Secondo l’Agcom, le contestazioni riguardano «la mancata attuazione delle misure stabilite dall’Autorità» per accertare la correttezza delle numerazioni impiegate dagli operatori. Tra i comportamenti esaminati rientra anche la creazione o l’utilizzo di numeri contraffatti attraverso lo spoofing.

Nei primi otto mesi del 2026 il sistema di controllo ha fermato circa 191 milioni di chiamate irregolari, con una media vicina a 790.000 blocchi al giorno. Di queste, circa 148 milioni mostravano numeri mobili italiani, mentre altre 38 milioni risultavano associate a numerazioni fisse nazionali.


I filtri hanno cambiato lo scenario

Il contrasto alle telefonate fraudolente è stato organizzato dall’Autorità attraverso un regolamento articolato in due passaggi. Il primo ha previsto il blocco delle chiamate che presentavano un numero italiano di rete mobile, con decorrenza dal 19 novembre; il secondo ha affidato agli operatori nazionali l’interruzione delle chiamate provenienti dall’estero e accompagnate da numeri italiani non legittimi, a partire dal 19 agosto.

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L’Agcom ha riferito che i filtri applicati alle comunicazioni internazionali hanno impedito la consegna ai cittadini di decine di milioni di telefonate originate oltre confine, ma presentate come chiamate italiane per attività di teleselling e telemarketing. La riduzione delle chiamate dall’estero ha consentito di concentrare l’attenzione sui soggetti che continuano a operare dall’Italia.


Retelit contesta la decisione

Le verifiche hanno portato l’Autorità a risalire a operatori e call center ritenuti responsabili di comportamenti non conformi alla normativa. In questo quadro sono state adottate le due sanzioni, che puntano anche a scoraggiare il ricorso a pratiche illecite sul territorio nazionale.

Retelit Digital Services ha preso posizione sul provvedimento con una nota. La società sostiene «di non svolgere né commissionare alcuna attività di telemarketing via call center per la vendita dei propri servizi» e ha annunciato che valuterà le iniziative opportune, definendo la decisione «inattesa, nell’esito e nell’entità».

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