Un terabyte dalla caffettiera: il caso Keurig riapre il problema privacy
La Keurig K-Supreme ha trasferito una quantità anomala di dati, riportando al centro i rischi legati agli elettrodomestici collegati alla rete domestica.
La tutela più efficace passa ancora da una scelta semplice: evitare gli apparecchi che richiedono una connessione a Internet. In questo modo si perdono il controllo a distanza, gli avvisi sul telefono e altre funzioni pratiche, ma si limita anche la raccolta di informazioni sulle proprie abitudini. Esistono sistemi per filtrare il traffico della rete Wi-Fi, tuttavia configurarli richiede competenze tecniche non comuni.
Douglas
-20% su ordini da 69€ da Douglas
Quando la raccolta diventa anomala
Il caso della Keurig K-Supreme solleva interrogativi più ampi del semplice malfunzionamento. Se il dispositivo ha davvero trasmesso oltre un terabyte di dati, l’ipotesi più probabile è quella di un errore del software, ma resta il dubbio su quali informazioni siano finite fuori dalla rete domestica. Tra le possibilità figurano dati sulle abitudini di acquisto, sui negozi digitali consultati e persino sulla navigazione degli altri apparecchi connessi allo stesso Wi-Fi.
Il precedente apparteneva a una lavatrice, che aveva raggiunto 3,6 GB in 10 giorni. La caffettiera ha però superato quella quantità in modo enorme, arrivando a più di 1000GB nell’arco di 10 giorni e provocando rallentamenti significativi alla connessione dei proprietari.
Un allarme nato dalla rete lenta
La vicenda è emersa il 6 ottobre 2026, quando Nomad ha raccontato sui social di avere scollegato immediatamente la macchina destinata ai genitori. «Ehi, Keurig… che diavolo sta caricando una MACCHINA DEL CAFFÈ? Fammi controllare bene… UN MALEDETTO TERABYTE IN 10 GIORNI?!», ha scritto, attirando oltre due milioni di visualizzazioni in poche ore.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
A insospettire il proprietario non è stato un avviso dell’azienda, bensì il rallentamento inspiegabile della rete di casa. Gli strumenti di controllo del computer hanno mostrato un trasferimento continuo e imponente riconducibile alla Keurig K-Supreme, spingendo Nomad a interrompere il collegamento prima di sostituire l’apparecchio.
Cosa autorizzano le impostazioni
Per gestire dal telefono un elettrodomestico connesso servono normalmente un’applicazione, un profilo personale e l’accettazione delle condizioni d’uso. In quelle pagine, spesso molto lunghe, possono comparire autorizzazioni alla condivisione dei dati con società partner per la profilazione e la pubblicità.
Le informazioni raccolte possono comprendere la frequenza con cui viene usata la macchina, l’indirizzo dell’abitazione e perfino la presenza di altri prodotti collegati, come un frigorifero intelligente. Per i produttori e per gli intermediari che vendono dati alle piattaforme pubblicitarie, questi elementi hanno un valore economico: servono a decidere quali annunci mostrare e in quale momento.
Continua a leggere
Polizia locale, la riforma è legge ma i 20 milioni sono spariti
Dopo quasi quarant’anni cambiano strumenti e tutele per gli agenti comunali, ma restano senza risposta il calo degli organici e il problema delle risorse.
Leone XIV, il nodo al polmone e la corsa contro il tempo per il viaggio
Il pontefice è al Gemelli per la rimozione di una formazione individuata precocemente: prevista una settimana di ricovero, resta in calendario la trasferta di novembre.
Brevetti e AI, il nuovo fronte della sicurezza: l'allarme di Santarelli
Marco Santarelli analizza il rapporto tra intelligenza artificiale, reti umane, sovranità tecnologica e possibile cooperazione europea nel campo dell'intelligence.
Caso Resinovich, il Dna maschile riapre i dubbi: cosa dice la perizia
Gli esami hanno individuato un profilo genetico maschile sui pantaloni e su un sacco, mentre restano da chiarire i contatti tra gli indumenti della vittima e quelli del marito