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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Un terabyte dalla caffettiera: il caso Keurig riapre il problema privacy

La Keurig K-Supreme ha trasferito una quantità anomala di dati, riportando al centro i rischi legati agli elettrodomestici collegati alla rete domestica.

La tutela più efficace passa ancora da una scelta semplice: evitare gli apparecchi che richiedono una connessione a Internet. In questo modo si perdono il controllo a distanza, gli avvisi sul telefono e altre funzioni pratiche, ma si limita anche la raccolta di informazioni sulle proprie abitudini. Esistono sistemi per filtrare il traffico della rete Wi-Fi, tuttavia configurarli richiede competenze tecniche non comuni.

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Quando la raccolta diventa anomala

Il caso della Keurig K-Supreme solleva interrogativi più ampi del semplice malfunzionamento. Se il dispositivo ha davvero trasmesso oltre un terabyte di dati, l’ipotesi più probabile è quella di un errore del software, ma resta il dubbio su quali informazioni siano finite fuori dalla rete domestica. Tra le possibilità figurano dati sulle abitudini di acquisto, sui negozi digitali consultati e persino sulla navigazione degli altri apparecchi connessi allo stesso Wi-Fi.

Il precedente apparteneva a una lavatrice, che aveva raggiunto 3,6 GB in 10 giorni. La caffettiera ha però superato quella quantità in modo enorme, arrivando a più di 1000GB nell’arco di 10 giorni e provocando rallentamenti significativi alla connessione dei proprietari.


Un allarme nato dalla rete lenta

La vicenda è emersa il 6 ottobre 2026, quando Nomad ha raccontato sui social di avere scollegato immediatamente la macchina destinata ai genitori. «Ehi, Keurig… che diavolo sta caricando una MACCHINA DEL CAFFÈ? Fammi controllare bene… UN MALEDETTO TERABYTE IN 10 GIORNI?!», ha scritto, attirando oltre due milioni di visualizzazioni in poche ore.

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A insospettire il proprietario non è stato un avviso dell’azienda, bensì il rallentamento inspiegabile della rete di casa. Gli strumenti di controllo del computer hanno mostrato un trasferimento continuo e imponente riconducibile alla Keurig K-Supreme, spingendo Nomad a interrompere il collegamento prima di sostituire l’apparecchio.


Cosa autorizzano le impostazioni

Per gestire dal telefono un elettrodomestico connesso servono normalmente un’applicazione, un profilo personale e l’accettazione delle condizioni d’uso. In quelle pagine, spesso molto lunghe, possono comparire autorizzazioni alla condivisione dei dati con società partner per la profilazione e la pubblicità.

Le informazioni raccolte possono comprendere la frequenza con cui viene usata la macchina, l’indirizzo dell’abitazione e perfino la presenza di altri prodotti collegati, come un frigorifero intelligente. Per i produttori e per gli intermediari che vendono dati alle piattaforme pubblicitarie, questi elementi hanno un valore economico: servono a decidere quali annunci mostrare e in quale momento.

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