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Attualità 3 min di lettura38 min fa

Librino, 5.000 sogni prendono forma: nasce la Porta di Pegaso

A Catania bambini, famiglie e scuole hanno contribuito alla nuova opera del Museo Magma, costruita attorno al Cavallo Alato di Antonello Bonanno Conti.

A Librino, quartiere di Catania, 5.000 manufatti in terracotta realizzati da bambini e mamme sono diventati parte di una nuova opera pubblica. È la Porta di Pegaso, inaugurata dalla Fondazione Antonio Presti davanti a famiglie, scuole, associazioni e rappresentanti delle istituzioni.

Il progetto ruota attorno a “Pegaso - Il Cavallo Alato”, scultura monumentale firmata da Antonello Bonanno Conti e collocata nello slargo davanti all’Istituto comprensivo Campanella Sturzo, in viale Bummacaro. L’intervento appartiene al percorso del Museo di arte contemporanea Magma e alla Triennale della contemporaneità promossa dalla Regione Siciliana, con il sostegno del fondo di beneficenza di Intesa Sanpaolo.

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La comunità costruisce la nuova porta

I manufatti sono il risultato di laboratori artistici e didattici che hanno coinvolto tutte le scuole del quartiere. Bambini e madri hanno affidato alla terracotta pensieri, desideri e immagini, trasformando ogni elemento in una parte della composizione complessiva.

La giornata inaugurale ha assunto così il carattere di una festa collettiva. Musica, poesia e momenti di spettacolo hanno accompagnato la partecipazione di studenti, insegnanti, genitori e cittadini, mentre il colore blu, scelto come simbolo di libertà, infinito e immaginazione, ha rivestito il quartiere e fatto da filo conduttore all’evento.

Anche un’attività commerciale della zona ha aderito all’iniziativa: il bar “Il Catorcino” è diventato, per l’occasione, il “Coffee Bar dei Sogni”. Un gesto semplice che ha portato il progetto oltre lo spazio dell’opera, coinvolgendo luoghi ordinari della vita quotidiana.


Pegaso cambia il volto di Librino

Realizzato in acciaio inossidabile specchiante, il cavallo alato riflette la luce, le nuvole, gli edifici e i volti di chi lo osserva. Il suo aspetto muta durante la giornata, creando un rapporto continuo tra la scultura e l’ambiente circostante.

Il soggetto richiama l’immaginario popolare catanese, ma ne propone una lettura diversa. Il cavallo, tradizionalmente collegato al lavoro, alle corse clandestine, allo sfruttamento e alla cultura della carne equina, viene raffigurato con le ali e sottratto all’idea di un animale costretto a trainare un peso.

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Per la Fondazione Antonio Presti, il simbolo diventa così un invito rivolto soprattutto ai più giovani: conoscenza e capacità di sognare devono procedere insieme. La scultura trasforma un luogo di passaggio in uno spazio di appartenenza e suggerisce una possibilità di riscatto fondata su scuola, arte e consapevolezza.


Presti: «Sapere e sogni»

Nel corso dell’inaugurazione Antonio Presti ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa: «Le armi più potenti che possiamo consegnare ai nostri ragazzi sono il sapere e i sogni». Secondo l’artista e mecenate, la vera opera non coincide soltanto con la scultura, ma comprende il lavoro condiviso di bambini, madri e comunità.

Presti ha ricordato anche il legame con Librino, costruito in oltre trent’anni attraverso incontri, ascolto e progetti culturali. A suo giudizio, l’arte può contribuire a restituire al quartiere una diversa immagine di sé e del proprio futuro, intervenendo non solo sugli spazi urbani ma anche sulla coscienza delle persone.

La cerimonia si è aperta con il Piccolo Coro Santa Maria dell’Idria di Viagrande. In seguito, gli alunni delle scuole di Librino hanno presentato canti, poesie e interpretazioni dedicate al cavallo, alle ali e alla libertà di immaginare, dando forma a un racconto costruito insieme.

Con la Porta di Pegaso, il progetto di rigenerazione urbana e culturale della Fondazione Antonio Presti aggiunge dunque un nuovo capitolo al percorso già avviato nel quartiere. Al centro non c’è soltanto un’opera monumentale, ma un processo che ha coinvolto istituti scolastici, famiglie e abitanti nella costruzione di un patrimonio comune.

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