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Attualità 3 min di lettura13 ott

Castlevania Belmont’s Curse, il ritorno che convince: cosa funziona davvero

Konami ed Evil Empire riportano in scena i Belmont con un’avventura ricca di segreti, combattimenti personalizzabili e una difficoltà esigente ma raramente frustrante.

Raccogliere l’eredità di una serie capace di dare il proprio nome a un intero genere non è un compito semplice. Castlevania Belmont’s Curse affronta questa responsabilità con rispetto, ma senza limitarsi a ripetere formule già viste: il risultato è un’avventura solida, capace di proseguire una storia iniziata quarant’anni fa pur con qualche passaggio meno riuscito.

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Rose Belmont entra nell’oscurità

La vicenda porta Rose Belmont a Parigi insieme al padre, 23 anni dopo gli avvenimenti di Castlevania Dracula’s Curse. La città è avvolta dalle fiamme e controllata da una presenza maligna, mentre la giovane erede della famiglia di cacciatori di vampiri si trova davanti a una minaccia che i conoscitori della saga impareranno presto a riconoscere.

A guidare l’avventura c’è anche il mazzo di tarocchi lasciato a Rose dalla madre. Ogni carta è legata a un nemico principale e, dopo lo scontro, può trasformarsi in una magia da utilizzare durante il viaggio. Dopo circa 5 o 6 ore emerge inoltre una svolta narrativa che apre la parte più importante dell’esperienza: chi conosce già la serie potrà intuire la direzione, mentre gli altri avranno modo di scoprirla senza premesse particolari.


Esplorazione ricca, con qualche eccesso

Le ambientazioni sono tra gli elementi più convincenti del gioco. Le strade parigine, le catacombe e le aree successive mostrano identità visiva, nascondono percorsi alternativi e invitano a tornare sui propri passi alla ricerca di potenziamenti. Enigmi, citazioni della tradizione e idee inedite si combinano in livelli che mantengono quasi sempre alta l’attenzione.

Non tutte le sezioni hanno però lo stesso ritmo. La torre dell’orologio, in particolare, prolunga troppo le proprie prove di precisione e alcuni ostacoli avrebbero potuto essere eliminati senza indebolire né la sfida né il racconto. Il doppiaggio parziale è comunque di buon livello, soprattutto scegliendo l’audio giapponese con sottotitoli.


Combattimenti su misura

Rose può contare su un arsenale destinato ad ampliarsi nel corso dell’avventura: spade, lance, tirapugni, spadoni e la tradizionale frusta dei Belmont offrono approcci diversi agli scontri. A queste opzioni si aggiungono le magie ottenute dai nemici principali e gli amuleti, utili per modificare danni, velocità e altri parametri.

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Anche l’esplorazione produce vantaggi concreti. Chi controlla con attenzione ogni area può trovare miglioramenti per l’attacco e la difesa, oltre a strumenti capaci di aumentare la salute e l’energia magica. La personalizzazione non è quindi un elemento marginale, ma sostiene un sistema di gioco flessibile e piacevole da adattare alle proprie preferenze.


Una sfida severa ma corretta

Belmont’s Curse richiede attenzione, ma non cerca di punire il giocatore a ogni errore. Dopo una sconfitta si riparte dall’ultima fonte utilizzata e non si perdono risorse, evitando così il lungo ritorno verso il punto in cui si è caduti. Anche gli errori durante i salti, compresi quelli che portano contro le seghe circolari, hanno conseguenze contenute.

Il confronto con Hollow Knight Silksong rende chiaro l’approccio scelto: il gioco di Konami ed Evil Empire è meno punitivo, senza diventare una passeggiata. I danni da contatto non complicano inutilmente gli scontri e i nemici alati risultano meno irritanti del previsto. Restano alcuni momenti più ostici e alcuni nemici principali non sono memorabili, ma la frustrazione rimane quasi sempre sotto controllo.


A chi può piacere davvero

I sostenitori di Castlevania e gli appassionati dei metroidvania trovano una raccomandazione immediata. L’avventura riesce a essere accessibile senza risultare facile, articolata senza diventare confusa e ricca di possibilità senza appesantire l’esperienza.

La progressione richiede comunque di imparare, esplorare e ragionare: chi cerca soltanto combattimenti privi di pause potrebbe non apprezzare questa impostazione. Per chi invece desidera una sfida capace di occupare decine di ore, Castlevania Belmont’s Curse rappresenta una continuazione degna, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta a questo affascinante genere.

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