Musk e Trump, la tregua passa da 276 milioni: sfida al Senato
Il magnate di Tesla finanzia i comitati repubblicani e mobilita migliaia di attivisti in Texas per conquistare gli elettori conservatori meno assidui.
«Il nostro Thomas Edison dei giorni nostri»: così Donald Trump ha celebrato Elon Musk giovedì 8 ottobre, offrendo un segnale pubblico di riavvicinamento dopo mesi di rapporti difficili. Il miliardario, intanto, è tornato a sostenere il Partito repubblicano con una cifra complessiva di 276 milioni di dollari.
L’operazione punta a rafforzare lo schieramento conservatore in vista delle elezioni di metà mandato e, soprattutto, a proteggere la maggioranza repubblicana al Senato. Musk non è apparso ai comizi né ha affidato la propria strategia a una raffica di messaggi su X: questa volta il suo ruolo passa quasi interamente dai finanziamenti e dall’organizzazione sul territorio.
La vecchia frattura lascia spazio al dialogo
Il rapporto tra Trump e Musk aveva iniziato a deteriorarsi nel maggio 2025. L’imprenditore aveva criticato il grande progetto dell’amministrazione dedicato alla spesa pubblica e alla riduzione delle imposte; il presidente, in risposta, aveva ipotizzato una revisione di contratti e agevolazioni statali destinati alle società del magnate.
Dopo quello scontro, i contatti tra i due si erano raffreddati progressivamente. Il nuovo sostegno ai candidati e ai gruppi repubblicani, unito alle parole pronunciate da Trump, viene ora letto come un possibile riavvicinamento, arrivato dopo un anno e mezzo di distanza. Nel 2024 Musk aveva versato circa 290 milioni di dollari per sostenere la rielezione del presidente e, dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca, aveva guidato il Dipartimento per l’efficienza governativa (DOGE).
Dove finiscono i 276 milioni
La quota più consistente, pari a 158 milioni di dollari, è stata assegnata al Senate Leadership Fund, il comitato vicino ai vertici repubblicani del Senato. Altri 76 milioni sono confluiti in America PAC, struttura fondata da Musk nel 2024. Con queste somme, il finanziatore supera ogni precedente record individuale e oltrepassa anche il massimo contributo mai versato da un sostenitore democratico al comitato equivalente.
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I rimanenti 42 milioni sono stati ripartiti tra quattro organizzazioni: 20 milioni al Congressional Leadership Fund, 10 milioni al Lone Star Liberty PAC, altri 10 milioni all’associazione dei governatori repubblicani e 2 milioni a quella dei procuratori generali repubblicani. I comitati di questo tipo raccolgono e impiegano risorse per favorire o ostacolare specifiche candidature politiche.
Il Texas diventa il laboratorio decisivo
Una parte rilevante del progetto si concentra in Texas. America PAC ha destinato a questo Stato circa un terzo del proprio budget, predisponendo una mobilitazione capillare affidata a quasi 3 mila attivisti retribuiti.
L’obiettivo dichiarato è raggiungere 6,5 milioni di abitazioni e riportare alle urne soprattutto gli elettori conservatori che partecipano solo saltuariamente alle votazioni. La campagna farà leva su temi come le questioni transgender e l’accusa di socialismo rivolta agli avversari democratici.
La nuova iniziativa segna un cambio di metodo rispetto alla campagna presidenziale del 2024, quando Musk aveva avuto un’esposizione molto più visibile e aveva accompagnato il sostegno economico con interventi pubblici. Ora il suo contributo si concentra sulla rete dei comitati e sulla ricerca di voti nei territori considerati strategici.
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