Tre miliardi e mezzo di Pec: il vero ostacolo è oltre confine
Le caselle certificate continuano a crescere in Italia, ma aziende e amministrazioni chiedono collegamenti più semplici con i sistemi digitali europei.
Più del 95% delle organizzazioni prevede di conservare o intensificare il ricorso alla Pec nei prossimi dodici mesi. Il dato conferma quanto questo strumento sia ormai integrato nelle attività quotidiane di imprese, professionisti e amministrazioni.
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La semplificazione spinge l’uso
Per il 52% degli enti coinvolti nell’indagine, il vantaggio più importante consiste nella possibilità di rendere più semplici i procedimenti. La percentuale arriva al 76% quando si prendono in esame gli adempimenti fiscali e quelli legati alla conformità normativa.
Il ricorso è particolarmente frequente tra i professionisti: il 78% apre o utilizza la propria casella almeno ogni settimana, se non quotidianamente. Tra le aziende, invece, il 64% impiega la Pec per prendere parte a bandi e gare, mentre il 63% delle organizzazioni dispone di un numero compreso tra due e cinque caselle.
Dalla professione alla vita quotidiana
Anche i cittadini hanno iniziato a utilizzare la posta certificata per esigenze concrete. Il 45% degli utenti vi ricorre con cadenza settimanale o mensile per questioni fiscali, previdenziali, scolastiche, sanitarie e condominiali.
Sono quasi 3 milioni le persone che hanno associato la propria Pec al domicilio digitale sull’Indice nazionale dei domicili digitali, noto come Inad. In questo modo possono ricevere direttamente le comunicazioni ufficiali della Pubblica amministrazione, senza attendere altri canali di notifica.
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Una rete italiana da collegare all’Europa
In Italia risultano attive circa 20 milioni di caselle e, per il 2026, le stime indicano un traffico vicino a 3,5 miliardi di messaggi. Nella Pubblica amministrazione, il 60% degli enti utilizza ogni giorno la Pec per scambiarsi documenti, pareri e autorizzazioni.
La crescita interna, tuttavia, non elimina il problema dei collegamenti internazionali. Per il 55% delle organizzazioni, l’assenza di interoperabilità oltre i confini nazionali rappresenta ancora il principale limite: la prossima sfida è quindi rendere comunicanti i sistemi digitali europei.
I dati dello studio
Le cifre sono contenute nel rapporto di Idc dedicato alla diffusione della Pec, ai suoi impieghi e alle prospettive di interoperabilità nell’ecosistema digitale europeo. La ricerca, realizzata nel primo trimestre 2026, ha raccolto le risposte di 300 organizzazioni: 120 aziende, 90 amministrazioni e 90 professionisti.
Alla rilevazione hanno partecipato anche 800 cittadini, compresi 200 non utilizzatori. Lo studio è stato promosso da Aruba, che gestisce 10 milioni di caselle, pari alla metà di quelle attive nel Paese, ed è stato presentato a Roma con il patrocinio di AgID.
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