Tre centri, un solo spazio: il nodo che divide Renzi e gli alleati
Tra nuovi gruppi parlamentari, ricorsi sulla legge elettorale e veti incrociati, il fronte centrista resta lontano dall’unità.
La corsa a uno spazio autonomo nel centrosinistra si sta trasformando in una gara tra più soggetti, tutti intenzionati a superare gli ostacoli imposti dalla nuova legge elettorale. Matteo Renzi può contare sulla struttura già esistente di Italia Viva-Casa riformista, mentre attorno a Bruno Tabacci, Ernesto Maria Ruffini e Alessandro Onorato prendono forma iniziative concorrenti.
Il risultato è un equilibrio ancora incerto: l’aggregazione unica sarebbe conveniente per evitare la dispersione dei voti, ma i principali protagonisti non sembrano pronti a convergere sotto la guida dell’ex presidente del Consiglio.
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Tabacci crea un nuovo spazio alla Camera
L’ultima operazione parlamentare porta la firma di Bruno Tabacci. Il Centro democratico ha favorito la nascita di una componente composta da cinque deputati: oltre allo stesso Tabacci, ne fanno parte Riccardo Magi, Benedetto Della Vedova e Luca Pastorino di Più Europa, insieme ad Aboubakar Soumahoro, eletto con Alleanza Verdi e Sinistra e poi approdato al gruppo Misto.
La richiesta di trasformare la componente in un gruppo parlamentare autonomo è stata sottoposta al presidente della Camera Lorenzo Fontana. Per Tabacci non si tratta di una novità: il suo simbolo era già stato utilizzato in passato da Emma Bonino e Luigi Di Maio per presentarsi alle elezioni senza affrontare la raccolta delle firme.
Ruffini cerca una casa comune
Il nuovo contenitore dovrebbe offrire agibilità politica anche a Più Uno, il movimento presentato da Ruffini e Franco Gabrielli. L’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate punta a candidarsi alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato alla presidenza del Consiglio.
Ruffini ha rivolto un invito ai dirigenti delle forze rimaste fuori dall’intesa tra Pd e Movimento 5 Stelle: «Mi rivolgo ai leader dei partiti e dei movimenti che sono fuori dalla foto del campo largo Pd-M5s: costruiamo insieme l’aggregazione più ampia possibile per far vincere il centrosinistra alle prossime elezioni». L’appello, però, si scontra con la distanza tra i diversi gruppi centristi.
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La legge riaccende il confronto
Un altro terreno di scontro riguarda la raccolta delle sottoscrizioni. La norma prevede l’esenzione soltanto per chi aveva costituito un gruppo entro il 31 dicembre 2025: tra i beneficiari figurano Italia Viva, Azione e Noi Moderati di Maurizio Lupi.
Riccardo Magi ha annunciato l’intenzione di valutare un ricorso contro questa parte della legge, mentre Tabacci ritiene che la disposizione possa essere dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale perché applicata a situazioni precedenti alla sua entrata in vigore. Il nuovo sistema, inoltre, riduce da 6mila a 1.500 le firme richieste per ciascun collegio plurinominale, una volta operative le nuove regole.
Renzi resta il punto divisivo
Sul piano organizzativo, Italia Viva-Casa riformista rimane il progetto più strutturato: dispone di due gruppi parlamentari e di una presenza territoriale già consolidata. La legge elettorale consente il recupero, all’interno delle coalizioni, soltanto della prima lista sotto la soglia del 3%, rendendo così più pressante la necessità di evitare una frammentazione eccessiva.
Nonostante questo, l’ipotesi di un’intesa con Renzi incontra ostacoli. Tabacci e Magi temono che il suo nome possa allontanare più elettori di quanti ne attragga. Ancora più netta è la posizione di Onorato, il cui Progetto Civico Italia è nato con il sostegno di Giuseppe Conte e Goffredo Bettini e punta a rappresentare un’alternativa a Renzi nel campo largo, con l’intenzione di sostenere Conte in un eventuale ballottaggio delle primarie.
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