205notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 3 min di lettura32 min fa

Mar Baltico, l’accusa di Mosca alla Danimarca: rischio escalation

Mentre cresce l’allerta militare nei Paesi vicini, Kiev riferisce di possibili colloqui con Mosca e denuncia nuovi attacchi russi sul territorio ucraino

Mosca accusa la Danimarca di preparare il sequestro di navi cariche di merci sovietiche nel Mar Baltico e avverte che un eventuale incidente potrebbe avere conseguenze imprevedibili. L’ambasciata russa a Copenaghen ha parlato di operazioni assimilabili alla pirateria, alimentando ulteriormente la tensione nell’area.

La reazione arriva mentre i Paesi affacciati sul Mar Nero rafforzano le proprie difese. La Romania ha deciso di accelerare il potenziamento dei sistemi di sorveglianza marittima, delle attività antimine e delle misure contro i droni, dopo alcune violazioni dello spazio aereo nazionale e attacchi contro navi mercantili nelle acque territoriali.

Offerta del giorno23 ottobre

LOOKFANTASTIC

-22% da LOOKFANTASTIC IT

Scade domani
******


Il fronte europeo si irrigidisce

La scelta di Bucarest è stata annunciata dalla presidenza romena al termine di una riunione del Consiglio supremo di difesa nazionale. Al centro dell’incontro c’è stato il peggioramento del quadro di sicurezza regionale e la necessità di adeguare le capacità operative nel Mar Nero.

Sul versante opposto, l’ambasciata russa in Danimarca ha sostenuto che Copenaghen starebbe valutando azioni contro imbarcazioni impegnate nel trasporto di merci sovietiche. «Si stanno preparando operazioni che, nella sostanza, sono atti di pirateria», ha dichiarato la sede diplomatica, secondo la ricostruzione diffusa da Mosca.


Kiev segnala danni alla rete

Nella stessa notte le forze russe hanno colpito una centrale termoelettrica appartenente a Dtek, interrompendone la produzione di elettricità. L’impianto, secondo quanto riferito dal gruppo energetico, ha riportato danni molto rilevanti.

La difesa aerea ucraina ha comunicato di avere abbattuto o neutralizzato 140 dei 176 droni impiegati nell’attacco notturno. Poco prima dell’offensiva, Volodymyr Zelensky aveva collegato l’aumento della minaccia balistica alla diminuzione delle scorte di missili Patriot disponibili per Kiev: «Gli americani hanno ridotto le scorte e loro rafforzeranno la balistica. È molto chiaro quello che stanno facendo».

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Arrestato un presunto informatore

Nel territorio ucraino il controspionaggio militare del Servizio di sicurezza ha fermato un uomo originario della regione di Zhytomyr, accusato di avere abbandonato senza autorizzazione la propria unità e di aver trasmesso ai russi le coordinate delle forze ucraine.

Gli investigatori sostengono che il sospettato avrebbe indicato anche strutture logistiche nell’area della capitale, potenziali obiettivi di raid missilistici e aerei. In cambio della collaborazione, gli sarebbe stata promessa l’evacuazione in Russia e la concessione della cittadinanza. L’uomo è detenuto senza possibilità di cauzione e rischia l’ergastolo, oltre alla confisca dei beni.


Possibili colloqui a novembre

Sul piano diplomatico, Zelensky ha riferito di avere ricevuto dagli Stati Uniti informazioni preliminari sulla disponibilità russa a discutere in formato trilaterale con Washington e Kiev. Il possibile incontro, previsto a livello di gruppi negoziali, potrebbe svolgersi a novembre.

Il presidente ucraino ha spiegato di attendere ulteriori elementi da Steve Witkoff, l’inviato americano che ha incontrato Vladimir Putin. Durante il confronto con il premier finlandese Petteri Orpo, Zelensky ha inoltre escluso che Kiev punti a una semplice formula politica sulle garanzie: «Non stiamo parlando del Memorandum di Budapest, di un semplice pezzo di carta, ma di garanzie americane dettagliate, sostenute da un voto del Congresso».

La fiducia di Kiev resta quindi legata a impegni statunitensi formalizzati e sostenuti dal Congresso. Nel frattempo, gli attacchi contro le infrastrutture energetiche e l’allargamento delle tensioni alle acque del Mar Nero e del Baltico mantengono aperti più fronti di crisi.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere