Telefonata Putin-Calenda, la sfida a Renzi: «Si può verificare»
Il leader di Azione conferma il racconto del colloquio del 2016, mentre Italia Viva lo accusa di aver riscritto il passato e rilancia con nuovi attacchi politici.
La telefonata con Vladimir Putin, raccontata da Carlo Calenda come un episodio del 2016, riaccende il conflitto politico con Matteo Renzi. Il leader di Azione assicura che il colloquio è avvenuto e sostiene che ne esista una traccia negli uffici della Presidenza del Consiglio; Italia Viva, invece, contesta la ricostruzione e accusa l’ex alleato di governo di inventare ricordi mai accaduti.
LOOKFANTASTIC
-22% da LOOKFANTASTIC IT
Calenda sfida chi lo smentisce
Al centro della polemica c’è un’intervista nella quale Calenda ha ricordato di aver contattato Putin quando ricopriva l’incarico di ministro dello Sviluppo economico nel governo Renzi. Il tema sarebbe stato il possibile coinvolgimento russo nelle attività legate alla campagna referendaria sulla Brexit.
Secondo il racconto del segretario di Azione, lui e Renzi telefonarono al presidente russo per chiedere chiarimenti. Putin avrebbe risposto con ironia: «Ricordatevi che la stampa è libera…». Calenda ha poi ribadito «parola per parola» la propria versione, aggiungendo di averla già riferita in altre interviste e di averla inserita anche in un libro.
L’esponente centrista ha inoltre sostenuto che una conversazione istituzionale di questo tipo dovrebbe essere facilmente controllabile. «Di telefonate del genere resta traccia alla segreteria di Chigi ed è facile verificare», ha affermato, spostando così lo scontro dal piano politico a quello della ricostruzione documentale.
Italia Viva alza il livello dello scontro
La replica di Italia Viva è arrivata con una nota dai toni molto duri. Il partito di Renzi ha definito le dichiarazioni di Calenda «lunari» e ha sostenuto che non si tratti soltanto di notizie false, ma di un presunto «segnale di una mitomania progressiva» del leader di Azione.
Nello stesso intervento, il partito ha accusato Calenda di «inventare un passato che non è mai esistito, sognando un futuro che non ci sarà mai». Italia Viva ha anche scritto che chi, non potendo costruire il futuro, riscrive ciò che è accaduto non può essere semplicemente smentito, ma dovrebbe essere aiutato.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
La risposta di Calenda ha coinvolto direttamente Renzi. L’ex ministro ha ricordato che il presidente di Italia Viva ha fatto parte, fino all’invasione su larga scala dell’Ucraina, del consiglio di amministrazione di una società russa. A suo giudizio, questa circostanza potrebbe spiegare la volontà di non riaprire il tema dei rapporti passati con Mosca.
Il passato comune torna in primo piano
Italia Viva non ha accettato la replica e ha rilanciato con una propria ricostruzione. Il partito ha ricordato la presenza di Calenda al vertice di San Pietroburgo del 2016, dove sarebbe stato impegnato a promuovere le relazioni tra Italia e Russia.
La nota richiama anche le posizioni espresse da Calenda nel 2022, dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina: secondo Italia Viva, in quella fase il leader di Azione sosteneva che Kiev dovesse restare fuori dall’Unione europea. Il partito ha infine affermato di non ricordare una sua particolare attività pubblica sul tema delle interferenze russe nei referendum del 2016.
La disputa riporta quindi alla luce il rapporto ormai deteriorato tra Renzi e Calenda, un tempo alleati e membri dello stesso esecutivo. La questione della telefonata con Putin resta il punto centrale del botta e risposta, con una parte che ne chiede la verifica e l’altra che considera il racconto privo di fondamento.
Continua a leggere
Ucraina, l’Europa cerca il volto da opporre a Putin: i nomi
I colloqui tra Washington, Kiev e Mosca dovrebbero ripartire il prossimo mese, mentre le capitali europee valutano una propria rappresentanza diplomatica.
Tre centri, un solo spazio: il nodo che divide Renzi e gli alleati
Tra nuovi gruppi parlamentari, ricorsi sulla legge elettorale e veti incrociati, il fronte centrista resta lontano dall’unità.
Tir, lo scontro si accende: il Pd sfida Meloni sulle accise
A Napoli la protesta degli autotrasportatori mette sotto pressione il governo, tra rischio precettazione, carenze di carburante e accuse politiche sul caro-energia.
Cloud, la sfida europea agli Usa: quattro livelli per la sovranità
Il regolamento Cada punta a triplicare i centri dati e introduce criteri comuni per misurare il controllo europeo su infrastrutture, software e fornitori tecnologici.