Maire, a Roma nasce il polo che porta l’innovazione fino alle fabbriche
Node riunisce laboratori, impianti pilota e competenze industriali per sviluppare tecnologie dedicate alla transizione energetica.
L’intero percorso, dalla ricerca applicata alla verifica su impianto pilota, è ora riunito nella rete Node di Nextchem. Secondo Fabio Fritelli, amministratore delegato di Nextchem, il collegamento tra strutture, competenze e partner industriali consentirà di accorciare i tempi necessari a portare le tecnologie verso l’adozione concreta.
Il progetto prende forma a Roma, nello storico sito di via di Vannina, nella Tiburtina Valley, dove Maire ha dato avvio a una nuova fase della propria attività nel settore chimico ed energetico.
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Un ponte tra ricerca e industria
Node Roma è stato pensato come una struttura nella quale ricerca scientifica, progettazione ingegneristica e applicazione industriale lavorano insieme. Laboratori, impianti pilota e strumenti di calcolo basati sull’intelligenza artificiale sono raccolti in un’unica piattaforma, destinata a verificare e perfezionare le soluzioni prima del passaggio alla produzione su scala industriale.
La sede impiegherà circa 100 professionisti e dovrebbe generare un indotto locale di circa 300 addetti. Durante la costruzione sono state coinvolte complessivamente circa 300 maestranze, mentre gli spazi ospiteranno anche un museo aziendale e aree dedicate alla conservazione del patrimonio industriale di Maire e al confronto con gli artisti accolti dal gruppo.
Una rete internazionale in crescita
Il centro romano fa parte di un sistema più ampio composto da sei sedi: oltre a Roma, la rete comprende Milano, Brescia, Basilea, Sittard e Francoforte. L’investimento complessivo ammonta a circa 125 milioni di euro e coinvolge circa 250 professionisti della ricerca, con un indotto stimato in 600 persone.
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L’organizzazione distribuita permette ai diversi nodi di mettere in comune risultati e competenze, mantenendo al tempo stesso le specializzazioni locali. L’obiettivo è seguire le tecnologie nelle varie fasi: dalla sperimentazione iniziale alla validazione su scala pilota, fino all’industrializzazione.
Da via di Vannina al futuro
La cerimonia ha richiamato anche il valore storico dell’indirizzo romano: proprio qui, 40 anni fa, è nata la storia di Maire. Fabrizio Di Amato, presidente e fondatore del gruppo, ha descritto l’apertura come l’avvio di un nuovo capitolo per l’industria chimica ed energetica europea, sottolineando il legame tra memoria aziendale, formazione e innovazione.
Nel disegno del gruppo, Node Roma non sarà soltanto un luogo per la ricerca. Il progetto mira a creare un ambiente nel quale studenti, tecnici, universitari e imprese possano incontrarsi, sviluppare idee e sperimentarle su impianti pilota, favorendo un modello di innovazione condivisa.
All’inaugurazione hanno partecipato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri. Insieme a loro erano presenti Di Amato, Fritelli e altre autorità.
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