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Attualità 2 min di lettura48 min fa

Traumi infantili, il conto più duro: 84 giorni sani persi ogni anno

Uno studio dell’Oms mostra quanto le esperienze avverse vissute da bambini incidano sulla salute, sulle relazioni e sulle condizioni economiche da adulti.

Per quasi sette giovani adulti europei su dieci l’infanzia è stata segnata da almeno un’esperienza avversa. Quando gli episodi diventano quattro o più, le conseguenze si aggravano: aumentano i bisogni di assistenza psicologica, il rischio di violenza e anche il costo sociale ed economico, stimato in quasi 76mila euro per persona tra i 18 e i 30 anni.


Quattro traumi cambiano il percorso

Il dato emerge da un’indagine dell’ufficio regionale europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità, realizzata insieme alla Liverpool John Moores University. La ricerca ha preso in esame quasi 27mila persone tra i 18 e i 30 anni, residenti nell’Unione Europea, in Islanda e in Norvegia, con interviste condotte tra novembre 2025 e gennaio 2026.

Il 68,9% dei partecipanti ha riferito almeno un’esperienza infantile avversa, mentre quasi il 30% ne ha vissute quattro o più. Tra questi ultimi, quasi otto su dieci hanno dichiarato di aver avuto bisogno di un aiuto professionale per la salute mentale nei dodici mesi precedenti. La probabilità di subire violenza da giovani adulti è risultata sei volte superiore, mentre quella di esercitarla è aumentata di dieci volte.

L’esposizione più intensa è stata collegata anche alla perdita di circa 84 giorni di vita in buona salute ogni anno. Nel periodo compreso tra i 18 e i 30 anni, ciò equivale a quasi due anni complessivi, con una ricaduta economica individuale stimata in poco meno di 76mila euro.

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Cosa rientra nelle esperienze avverse

Con questa definizione vengono indicati abusi, trascuratezza e difficoltà gravi nell’ambiente familiare o nella comunità, subiti tra la nascita e i 17 anni. Lo studio ha considerato nove categorie: maltrattamenti fisici, emotivi o sessuali; mancata cura dei bisogni fisici; disturbi mentali presenti in famiglia; consumo di sostanze; detenzione di un familiare; separazione o morte dei genitori; esposizione alla violenza domestica.

L’analisi dell’Oms collega una maggiore quantità di esperienze avverse a un livello di istruzione più basso e a una maggiore possibilità di restare esclusi da scuola, lavoro e formazione. Nel quadro emergono inoltre redditi familiari inferiori, minore fiducia verso gli altri e un senso più debole di appartenenza alla comunità.

Le esperienze vissute nei primi anni, quindi, non riguardano soltanto il benessere psicologico. Secondo i risultati raccolti, possono influenzare la salute fisica, le relazioni, le opportunità formative e lavorative e la partecipazione alla vita sociale, producendo effetti che proseguono nell’età adulta.

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