Università argentine, la sfida a Milei arriva fino al 2027
Un tribunale impone al governo di finanziare gli atenei secondo la legge, mentre sindacati e studenti preparano una nuova mobilitazione nazionale.
Il braccio di ferro tra il governo di Javier Milei e il sistema universitario argentino è destinato a proseguire anche nei prossimi anni. Sindacati e associazioni studentesche hanno convocato una manifestazione nazionale per il 15 ottobre, contestando le scelte dell’esecutivo sui fondi destinati agli atenei.
La protesta guarda già al 2027
Al centro della mobilitazione c’è anche la legge di bilancio sottoposta al Parlamento. Secondo quanto riferito nel testo del provvedimento, le risorse previste continuano a non rispettare i parametri fissati dalla normativa sul finanziamento universitario.
La controversia, quindi, non riguarda soltanto l’applicazione immediata delle somme già stabilite. Le organizzazioni del personale e gli studenti temono che lo stesso problema possa ripresentarsi nel 2027, mantenendo aperto il confronto con l’amministrazione Milei.
Il tribunale impone una svolta
Una nuova decisione della giustizia amministrativa federale ha ordinato all’esecutivo di dare piena attuazione alla legge approvata dal Parlamento nel 2025. Il tribunale ha inoltre giudicato contrario alla Costituzione il decreto con cui il governo aveva rallentato l’entrata in vigore delle disposizioni.
Il provvedimento giudiziario chiede di assicurare senza ritardi le risorse per le retribuzioni dei docenti, per la gestione ordinaria delle università e per le borse di studio. L’obbligo imposto al governo riguarda dunque sia il funzionamento quotidiano degli atenei sia il sostegno economico agli studenti.
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Le cifre della legge contestata
Le università stimano che l’adeguamento degli stipendi previsto dalla normativa possa raggiungere circa il 33%. Sul piano complessivo, invece, l’aumento dei finanziamenti dovrebbe essere almeno del 50% rispetto agli stanziamenti oggi disponibili.
Questi numeri spiegano la portata dello scontro tra gli atenei e l’esecutivo. Per il sistema universitario, l’applicazione della legge non rappresenta soltanto un aggiornamento contabile, ma incide direttamente sulla capacità di pagare il personale, sostenere le attività e mantenere le borse di studio.
Una serie di verdetti favorevoli
La pronuncia si aggiunge a una sequenza di decisioni già favorevoli alle università. In precedenza, un giudice aveva sospeso in via cautelare il decreto governativo; quella scelta era stata successivamente confermata sia in appello sia dalla Corte Suprema.
Il nuovo intervento rafforza quindi il fronte giudiziario contrario al blocco dell’esecutivo. La legge sul finanziamento universitario era stata approvata dal Parlamento con il sostegno delle forze di opposizione, ma la sua applicazione era stata frenata dal governo di Javier Milei.
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