Farmaci in carcere, il caso El Koudri scuote l’Emilia-Romagna
Dopo il gesto autolesionistico del 31enne, il garante regionale richiama l’attenzione sulla frequenza dei tentativi di suicidio tra i detenuti.
«Ogni 33 ore un detenuto tenta di uccidersi». Il dato è stato richiamato da Roberto Cavalieri, garante dei detenuti dell’Emilia-Romagna, dopo il caso di Salim El Koudri, ricoverato in seguito all’assunzione di numerosi farmaci durante la detenzione.
L’allarme lanciato dal garante
Cavalieri ha sottolineato che l’attenzione pubblica si concentra soprattutto sugli episodi che coinvolgono persone già note alle cronache. Secondo il garante, però, il fenomeno riguarda con frequenza l’intera popolazione carceraria regionale.
Nel suo intervento ha chiesto che ai detenuti venga riconosciuta la dignità umana anche nei momenti di maggiore fragilità. Questo, ha precisato, non cancella le responsabilità individuali né il dolore provocato alle vittime.
Ricovero e accertamenti in corso
El Koudri, 31 anni, è stato trasferito in ospedale dopo avere ingerito una quantità considerevole di medicinali. Le sue condizioni non risulterebbero critiche, mentre sono stati avviati controlli per chiarire in che modo abbia potuto ottenere i farmaci all’interno del carcere.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Il detenuto è accusato di avere travolto con una Citroen C3 alcune persone nel centro di Modena il 16 maggio. Nell’impatto rimasero ferite otto persone; Monica Esposito, 55 anni, morì in ospedale due mesi più tardi.
La valutazione sulla capacità mentale
L’episodio è avvenuto dopo l’udienza del 2 ottobre al Tribunale di Modena, dove era stata esaminata la perizia psichiatrica disposta sul 31enne. La relazione è stata illustrata da Matilde Forghieri e Giuseppe Sartori davanti al giudice e alle parti coinvolte nel procedimento.
Gli specialisti hanno concluso che, al momento dell’investimento, El Koudri era in grado di comprendere e di volere. Non sono state rilevate condizioni psichiche tali da configurare un’incapacità totale o parziale, elemento che esclude il riconoscimento di un vizio di mente secondo la valutazione depositata.
Continua a leggere
Christa Pike si risveglia dopo due dosi letali: il caso scuote il Tennessee
La detenuta, condannata a morte per un delitto commesso a 18 anni, ha ripreso conoscenza dopo il fallimento dell’esecuzione e resta sottoposta a cure mediche.
Due iniezioni non bastano: Christa Pike è viva e può parlare
La condannata a morte in Tennessee è sopravvissuta alla procedura e ora riceve assistenza medica, ancora sotto stretta custodia.
Venezuela, 4 morti in 12 giorni: l’allarme sulle carceri
L’Osservatorio venezuelano delle prigioni segnala oltre 60 decessi dall’aprile scorso e sollecita controlli sulle condizioni dei detenuti più fragili
Dopo due dosi, Christa Pike torna cosciente: cosa si sa
La detenuta resta ricoverata e sottoposta a misure di sicurezza dopo il fallimento dell’esecuzione in Tennessee; i legali parlano di un evento senza precedenti