Torino, bambino travolto: la 24enne nega l’intenzione
Camilla D’Alessandra racconta al legale di aver perso il controllo dell’auto durante un chiarimento con l’ex compagno, mentre gli investigatori verificano la dinamica.
Camilla D’Alessandra respinge l’accusa di aver tentato di colpire volontariamente l’ex compagno con l’auto. La 24enne, arrestata dopo l’investimento di un bambino di 5 anni a Torino, sostiene che l’impatto sia avvenuto in seguito a una frenata e a una sbandata. La sua ricostruzione dovrà ora essere confrontata con gli elementi raccolti dagli investigatori.
La ricostruzione affidata al legale
Nel colloquio avuto in carcere, la giovane avrebbe riferito al suo avvocato Michele Scaramozzino di aver visto l’ex compagno insieme a un’altra donna, madre del bambino. Dopo un primo confronto, i due si sarebbero allontanati e D’Alessandra avrebbe deciso di seguirli per ottenere ulteriori spiegazioni.
Secondo il legale, la 24enne si sarebbe sentita ingannata dalla situazione. «La mia assistita li ha seguiti per un ulteriore chiarimento perché si è sentita presa in giro», ha riferito Scaramozzino. Dopo una curva, la giovane avrebbe raggiunto nuovamente l’uomo e la donna, che a quel punto avrebbero cambiato direzione, spaventati.
Scontro e intenzioni da chiarire
È in quella fase, sempre secondo la versione fornita dalla ragazza, che l’auto avrebbe perso la traiettoria. D’Alessandra avrebbe frenato, urtato la vettura e colpito involontariamente anche il piccolo. «Lei ha frenato ma ha sbandato, ha colpito la macchina e involontariamente anche il bambino», ha spiegato l’avvocato.
Il racconto della 24enne è diverso da quello riferito dal padre del bambino. L’uomo sostiene infatti che D’Alessandra volesse investire lui e che il figlio sia stato travolto al suo posto. Il nodo principale dell’inchiesta riguarda quindi la traiettoria del veicolo e la volontarietà della manovra.
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Arresto e prossima udienza
D’Alessandra è stata fermata dai carabinieri nella notte tra sabato e domenica. Attualmente si trova in carcere con le accuse di tentato omicidio e lesioni personali aggravate, in attesa dell’udienza di convalida.
La data indicata dal difensore è martedì 29 settembre, anche se al momento dell’incontro non risultava ancora una convocazione ufficiale. «È scioccata e traumatizzata anche perché non è stato assolutamente un gesto voluto, non solo nei confronti del bambino, ma nemmeno nei confronti del compagno», ha dichiarato Scaramozzino.
Gli accertamenti dovranno stabilire come si siano mossi i veicoli, dove si trovassero le persone coinvolte e se l’impatto sia stato provocato da una perdita di controllo oppure da un’azione deliberata.
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