Torino, 12 milioni e sette giorni di caos: il conto di Terra Madre
La nuova via Roma ha ospitato la manifestazione gastronomica tra traffico deviato, disagi per residenti e commercianti e macchie sulla pavimentazione
Olio sulla nuova pavimentazione, strade congestionate e trasporti pubblici deviati: è questo il bilancio contestato della prima grande manifestazione ospitata dalla rinnovata via Roma. Terra Madre, prevista per quattro giornate, ha finito per occupare il cuore di Torino per una settimana, considerando montaggio e smontaggio delle strutture.
Per chi abita, lavora o gestisce un negozio nella zona, l’appuntamento si è trasformato in una lunga interruzione della normale vita cittadina. Il tratto centrale del capoluogo, già modificato da una pedonalizzazione costata 12 milioni di euro, è rimasto quasi completamente sottratto alla circolazione.
La pedonalizzazione sotto esame
Il primo tratto di via Roma, lungo circa 600 metri, è stato ripensato dall’amministrazione comunale come spazio dedicato ai pedoni, con l’obiettivo dichiarato di ridurre l’inquinamento, rendere più piacevole la passeggiata e sostenere le attività commerciali. Secondo le critiche raccolte nell’articolo, il nuovo assetto rischia invece di favorire soprattutto l’utilizzo dell’area per bancarelle ed eventi.
La strada collega piazza Castello, con Palazzo Reale e Palazzo Madama, al resto del centro cittadino. La sua configurazione attuale deriva dalla trasformazione avviata negli anni Trenta su progetto di Marcello Piacentini, quando Torino aveva bisogno di una direttrice capace di assorbire il traffico crescente e di accompagnare il passeggio davanti ai negozi.
In origine via Roma, allora chiamata via Nuova, era stata progettata da Ascanio Vitozzi per volere del duca Emanuele Filiberto I. Aveva una larghezza di circa 10 metri; nel tempo è arrivata agli attuali 29 metri complessivi, distribuiti tra 14 metri di portici e 15 metri di carreggiata centrale.
Pioggia, traffico e pavé segnato
Con i lavori più recenti il dislivello tra portici e area centrale è stato eliminato, portando l’intera superficie alla stessa quota dei porticati. La soluzione dovrebbe agevolare il passaggio dei pedoni, ma solleva dubbi sulla gestione dell’acqua durante le precipitazioni intense: il drenaggio affidato a strette fessure a filo della pavimentazione potrebbe rivelarsi insufficiente, soprattutto in un contesto segnato da fenomeni meteorologici più frequenti e violenti.
La chiusura al traffico, già sperimentata da alcuni anni con la precedente pavimentazione, sposta inoltre la pressione sulle vie trasversali. Strade come via Santa Teresa, via Maria Vittoria, via Giolitti, via Cavour e via Principe Amedeo, di dimensioni contenute e in larga parte residenziali, devono assorbire una quota ulteriore della circolazione.
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A peggiorare il quadro, secondo le osservazioni riportate, ci sono i segni lasciati dagli stand gastronomici. La sienite della Balma e la diorite, utilizzate per la superficie, sarebbero state ricoperte da evidenti macchie scure provocate da olio e cibi fritti preparati sul posto. In particolare la sienite tende ad assorbire i liquidi oleosi per capillarità, rendendo la pulizia molto difficile, se non impraticabile.
Terra Madre e il centro bloccato
La manifestazione è stata indicata come il banco di prova della nuova via Roma. L’afflusso è stato consistente, con una presenza rilevante di pubblico anziano, ma l’organizzazione ha comportato la soppressione o la deviazione di diversi mezzi pubblici e una forte limitazione della mobilità nel centro.
L’evento, promosso da Carlin Petrini, avrebbe dovuto celebrare le produzioni alimentari provenienti da tutto il mondo. Nella pratica, tuttavia, l’area di via Roma e una parte di piazza San Carlo sono state occupate in larga misura dagli spazi della Regione Calabria, riducendo ulteriormente la disponibilità della strada per residenti, lavoratori e attività commerciali.
Terra Madre in passato si svolgeva in una zona periferica. Il trasferimento nel cuore di Torino ha quindi amplificato gli effetti della manifestazione, concentrando per diversi giorni rumore, affollamento, strutture temporanee e restrizioni alla circolazione in un quartiere dove convivono uffici, abitazioni e negozi.
Il ricordo di Mario Soldati
Tra gli elementi considerati positivi viene segnalata l’iniziativa dedicata ai 120 anni dalla nascita di Mario Soldati, organizzata dal Centro Pannunzio nello spazio della Regione Piemonte. Lo scrittore, regista e volto televisivo ebbe un ruolo importante nella divulgazione della cucina italiana attraverso i mezzi di comunicazione.
Il suo lavoro contribuì anche a valorizzare il legame tra gastronomia, paesaggio e conoscenza dei territori, anticipando quella forma di turismo culturale ed enogastronomico che oggi interessa molte aree italiane. Per il resto, la manifestazione ha riacceso il confronto sull’opportunità di utilizzare una strada storica e appena riqualificata per eventi di queste dimensioni.
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