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Attualità 3 min di lettura48 min fa

Tor Vergata, oltre 90 milioni per la ricerca: la sfida ora è durare

L’ateneo romano ha partecipato a 48 iniziative nazionali coinvolgendo centinaia di ricercatori, imprese e istituzioni in settori che vanno dalla salute allo spazio.

Il trasferimento delle conoscenze verso l’economia e il territorio è uno degli effetti più rilevanti della stagione sostenuta da Pnrr e Pnc. Per Renato Baciocchi, prorettore al Trasferimento tecnologico e responsabile scientifico di Rome Technopole, la collaborazione tra università, aziende e istituzioni ha prodotto risultati concreti: prototipi, nuove imprese e applicazioni capaci di incidere sullo sviluppo sociale.

Anche Massimo Federici, prorettore alla Ricerca, ha indicato nella continuità la principale sfida del prossimo periodo. L’obiettivo è conservare il patrimonio di competenze e strumenti costruito grazie ai finanziamenti, garantendo manutenzione alle attrezzature, operatività dei laboratori e prosecuzione delle attività di ricerca.


La continuità è la vera sfida

Nel corso del convegno dedicato ai risultati dell’ateneo, Federici ha definito le risorse ricevute una grande opportunità per Tor Vergata. Secondo il prorettore, il passaggio decisivo consisterà ora nel trasformare i progetti conclusi o in corso in una base stabile per nuove collaborazioni e ulteriori risultati.

Baciocchi ha sottolineato che la rete creata negli ultimi anni rappresenta un asset strategico non soltanto per l’università, ma anche per il territorio. «Il trasferimento tecnologico può assumere forme molteplici», ha spiegato, richiamando la possibilità di arrivare tanto alla realizzazione di un prototipo quanto alla nascita di una nuova impresa.


Un ecosistema oltre i singoli progetti

Il rettore Nathan Levialdi Ghiron ha sostenuto che il valore dell’esperienza non si misura soltanto contando le iniziative finanziate. Le relazioni costruite tra ricercatori, imprese e altri soggetti dovranno restare attive, così da continuare a generare opportunità anche dopo la conclusione dei programmi.

«Queste aree non sono compartimenti separati, ma vengono concepite come parti di un unico ecosistema», ha affermato il rettore. La prospettiva indicata da Levialdi Ghiron è quella di un ateneo in cui competenze scientifiche, amministrative, tecniche e professionali concorrano insieme al funzionamento delle attività innovative.


Numeri e rete di collaborazioni

Nel complesso, Tor Vergata è stata coinvolta in 48 progetti di interesse nazionale: 19 come partner di programma, 16 attraverso bandi a cascata e 13 dedicati ai giovani ricercatori. Le iniziative hanno mobilitato oltre 90 milioni di euro e una rete composta da 380 partner scientifici, industriali e istituzionali.

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La massa critica impegnata nei programmi comprende circa 300 docenti e ricercatori. A questi si aggiungono quasi 200 persone reclutate nei diversi progetti, tra tecnologi, dottorandi, laureati, ricercatori e borsisti, oltre a 220 borse destinate a dottorati innovativi.


Dalla salute allo spazio

Le attività hanno collegato l’università a 128 partner della ricerca, 108 imprese grandi, piccole e medie e 31 portatori di interesse di carattere generale. Rome Technopole, Restart e Dare sono tra i programmi di maggiore peso economico e scientifico: insieme hanno assorbito più del 30% delle risorse complessive.

La ricerca si è sviluppata lungo numerose direttrici. Tra queste figurano la formazione e l’internazionalizzazione, le infrastrutture digitali, i grandi dati, il supercalcolo, il calcolo quantistico e l’evoluzione delle reti 5G e 6G.

Nel campo biomedico, i progetti hanno riguardato la medicina di precisione, la salute digitale, la prevenzione, le terapie a Rna, le cure personalizzate, le neuroscienze e la diagnostica avanzata. L’approccio ha incluso anche la prospettiva della Salute unica, con una visione integrata del rapporto tra salute, ambiente e qualità della vita.


Energia, ambiente e nuove frontiere

Un’altra linea di lavoro ha interessato l’energia e la sostenibilità, con studi sull’idrogeno, sulle celle a combustibile, sull’economia circolare e sulla transizione energetica. In questo ambito, l’obiettivo è stato collegare innovazione tecnologica e riduzione dell’impatto ambientale.

Le ricerche dedicate allo spazio e alla materia hanno abbracciato missioni satellitari, progetti di gemelli digitali, onde gravitazionali, sorgenti X, acceleratori al plasma e indagini sulle origini della vita nello spazio. Il quadro è stato presentato durante il convegno Pnrr-Pnc Tor Vergata, intitolato «Connessioni che generano futuro», occasione nella quale l’ateneo ha illustrato il bilancio delle attività e le prospettive per mantenere operative le reti create.

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