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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Topo Gigio perde la sua voce storica: l’addio a Peppino Mazzullo

L’artista siciliano aveva accompagnato il celebre pupazzo per 45 anni, trasformandolo in un personaggio conosciuto anche oltre i confini italiani.

La voce di Topo Gigio si è spenta insieme a Peppino Mazzullo, morto a 100 anni mercoledì 30 settembre. L’artista, che aveva prestato la voce al celebre pupazzo dal 1961 al 2006, aveva festeggiato il secolo di vita lo scorso 6 giugno nella sua casa di Santo Stefano di Briga, nel Messinese.

Dopo quella celebrazione, le sue condizioni fisiche erano peggiorate fino alla morte. Ritiratosi dalla scena pubblica da oltre 20 anni, Mazzullo era rientrato in Sicilia con la moglie Annamaria nel 2004, portando con sé un patrimonio professionale costruito tra televisione, musica e teatro.


La voce che rese celebre Topo Gigio

Mazzullo non amava essere definito soltanto un doppiatore o un imitatore. Durante un’intervista rilasciata a un’emittente locale in occasione del suo centesimo compleanno aveva spiegato: «Non mi piace definirmi doppiatore o imitatore, ma vociaro».

Nel pupazzo ideato da Maria Perego riuscì a creare un personaggio riconoscibile, tenero e capace di rivolgersi a spettatori di ogni età. Il suo timbro infantile accompagnò per decenni Topo Gigio, diventato famoso anche grazie alla frase «Ma cosa mi dici mai», poi adattata in diverse lingue per il pubblico internazionale.


Dal piccolo schermo al successo mondiale

Il personaggio superò presto i confini italiani. Mazzullo raccontava di aver imparato molte lingue proprio attraverso il lavoro con Topo Gigio: in inglese, una delle sue battute più note diventava «Mi stai prendendo in giro», mentre il saluto della buonanotte veniva reso con una formula dedicata al bacio prima di dormire. Le espressioni furono adattate anche in portoghese e spagnolo.

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La sua attività televisiva non si limitò però al pupazzo. Negli anni Sessanta fu tra i volti più apprezzati della Rai e affiancò Cino Tortorella allo Zecchino d’Oro, dove interpretava Richetto, uno scolaro distratto. In seguito coinvolse il pubblico anche attraverso la musica, cantando con Raffaella Carrà "Strapazzami di coccole", brano scritto nel 1974 da Gianni Boncompagni e Franco Bracardi.


Il teatro come eredità siciliana

Anche dopo il ritiro dalla televisione, Mazzullo non abbandonò il mondo dell’arte. Tornato stabilmente nel territorio messinese, fondò il Piccolissimo Teatro di Messina, trasformando la sua esperienza in un progetto rivolto soprattutto alle nuove generazioni.

La scuola ha consentito a giovani attori siciliani di studiare sia il teatro comico sia quello drammatico. Ancora oggi la struttura prosegue l’attività formativa ispirata agli insegnamenti dell’artista e rappresenta il lascito più concreto del suo lungo percorso professionale.

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