Ceuta, Roma tiene chiuso il confine: Madrid prepara la risposta
La crisi migratoria nell’enclave spagnola spinge Piantedosi a mantenere per altre due settimane i controlli su voli e collegamenti marittimi, mentre il confronto con Madrid si irrigidisce.
La frontiera tra Italia e Spagna resterà sottoposta a verifiche anche nei prossimi 15 giorni. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha infatti scelto di non ripristinare ancora la piena libertà di movimento prevista da Schengen, mentre a Madrid si valuta un’analoga estensione delle misure adottate nei confronti dei viaggiatori provenienti dall’Italia.
Roma rinvia ancora la riapertura
La decisione rappresenta il terzo prolungamento dei controlli varato dopo l’emergenza migratoria che ha interessato Ceuta alla fine di luglio. In quel periodo, nell’enclave spagnola sono giunte circa 60mila persone, soprattutto giovani originari di Marocco e Algeria; tra loro, secondo le stime, vi erano tra 7mila e 10mila minori.
L’ultima conferma è arrivata dal Viminale al termine della riunione del Comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere. Il provvedimento riguarda sia gli scali aerei sia i collegamenti via mare e, come spiegato dal ministero, è stato adottato «dopo aver sentito il Comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere».
Madrid prepara una nuova stretta
La scelta italiana ha già suscitato irritazione nel governo spagnolo e in diversi Paesi dell’Unione europea. Madrid aveva reagito l’8 agosto introducendo controlli sui passeggeri in arrivo dall’Italia, dopo il primo intervento deciso da Roma.
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Ora la Spagna potrebbe mantenere le verifiche oltre il 7 ottobre. L’eventuale proroga renderebbe più lungo il confronto tra i due governi e confermerebbe che la crisi di Ceuta continua ad avere conseguenze sulla circolazione interna all’area Schengen.
Il dossier arriva a Bruxelles
Roma sostiene che il mantenimento dei controlli serva a rafforzare la protezione delle frontiere europee e la sicurezza nazionale, oltre a prevenire eventuali minacce terroristiche. La comunicazione della misura è stata trasmessa alla Commissione europea e ai ministeri dell’Interno degli altri Stati membri.
Il tema è destinato ad approdare anche al Consiglio Gai, mentre il Viminale porta avanti il lavoro sui centri per il rimpatrio e sulle procedure di rientro. La linea politica che ha portato alla sospensione della libera circolazione resta quella indicata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
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