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Attualità 1 min di lettura31 min fa

Nicaragua, la sinistra latinoamericana rompe il silenzio: l’appello per i detenuti

Più di 200 firme chiedono la fine della repressione di Ortega e Murillo e il ritorno delle libertà pubbliche nel Paese

La richiesta arriva da oltre 200 rappresentanti della politica, del mondo accademico e della società civile: le forze democratiche e progressiste dell’America Latina sono state sollecitate a prendere posizione contro il governo nicaraguense guidato da Daniel Ortega e Rosario Murillo.

Tra i promotori dell’iniziativa figura Gabriel Boric, ex presidente del Cile nel periodo 2022-2026. Il documento, diffuso con il titolo «Autodeterminazione e sovranità per il Nicaragua», riunisce adesioni provenienti da diversi Paesi della regione.


La richiesta di liberare i detenuti

Il punto centrale dell’appello riguarda la sorte dei prigionieri politici. I firmatari chiedono la loro scarcerazione e reclamano il ripristino delle libertà pubbliche, insieme a condizioni che permettano alla popolazione nicaraguense di scegliere senza condizionamenti il proprio futuro.

L’iniziativa coinvolge anche personalità della sinistra e dell’area progressista latinoamericana. Nell’elenco compaiono Mario Bergara, sindaco di Montevideo, e Antonia Urrejola, già ministra degli Esteri cilena durante il mandato di Boric tra il 2022 e il 2023.

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Il nodo dell’eredità sandinista

Urrejola ha inoltre ricoperto il ruolo di relatrice della Commissione interamericana per i diritti umani sul Nicaragua. La sua presenza tra i sottoscrittori si aggiunge a quella di esponenti politici, parlamentari, difensori dei diritti umani, intellettuali, accademici, artisti e attivisti.

Nel testo si respinge l’idea che i valori della rivoluzione sandinista possano diventare una giustificazione per accentrare il potere o perseguitare gli oppositori. La posizione espressa dai firmatari arriva mentre la crisi nicaraguense torna a essere discussa a livello regionale, anche in vista dell’incontro dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione degli Stati americani, fissato per il 2 ottobre.

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