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Attualità 2 min di lettura19 min fa

Tir fermi, l’effetto domino: rifiuti, isole e alimentari a rischio

La protesta degli autotrasportatori continua nel Mezzogiorno: carburante, raccolta dei rifiuti, collegamenti marittimi e produzioni alimentari sono sotto pressione.

Il blocco degli autotrasportatori sta allargando i suoi effetti ben oltre le difficoltà nei rifornimenti e nelle consegne. In Campania, Puglia e Calabria la mobilitazione continua a condizionare servizi essenziali, collegamenti con le isole e attività produttive, mentre in Sicilia il fermo è stato revocato dal Comitato trasportatori siciliani.

Il governo ha annunciato lo stanziamento immediato di 480 milioni di euro e ha convocato un nuovo incontro per il 27 ottobre. Nel frattempo, però, la carenza di carburante sta creando problemi anche alla gestione dei rifiuti e alla circolazione di navi e aliscafi nel golfo di Napoli.

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La protesta resta aperta nel Sud

La situazione rimane critica soprattutto nelle regioni in cui il trasporto su gomma continua a essere rallentato. Le ripercussioni interessano la distribuzione commerciale, i servizi cittadini e le imprese del comparto alimentare, comprese quelle impegnate nella produzione di mozzarella e pasta.

La revoca del fermo in Sicilia ha consentito un primo allentamento delle tensioni sull’isola, ma non ha risolto i disagi nel resto del Mezzogiorno. Il confronto con l’esecutivo proseguirà quindi nei prossimi giorni, mentre aziende e amministrazioni cercano soluzioni per mantenere operative le attività più urgenti.


A Foggia rifiuti in difficoltà

A Foggia l’emergenza riguarda anche il ciclo dell’igiene urbana. Amiu Puglia, società pubblica responsabile della raccolta e della gestione dei rifiuti, deve fare i conti sia con la difficoltà di rifornire i propri mezzi sia con gli ostacoli al trasferimento dei materiali verso gli impianti di destinazione.

L’azienda sta coordinando le iniziative con Comune, prefettura e questura per recuperare il carburante necessario e limitare l’impatto sui residenti. Se l’approvvigionamento non tornerà regolare, potrebbero verificarsi ritardi nella raccolta o interruzioni temporanee, con una possibile riduzione del numero di mezzi in servizio.

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Aliscafi verso lo stop

Nel golfo di Napoli le riserve di gasolio destinate a navi e aliscafi stanno rapidamente diminuendo. Le compagnie che collegano Napoli con Ischia, Capri e Procida hanno informato autorità e viaggiatori del rischio di cancellazioni: alcune corse da Capri sono già saltate e altre unità potrebbero rimanere ferme nei porti.

Caremar ha segnalato per prima alla prefettura il progressivo esaurimento delle scorte, ma difficoltà analoghe riguardano anche Medmar, Alilauro e Gestur. Snav, per ora, non prevede la sospensione completa dei servizi verso Capri, ma valuta una riduzione delle partenze quotidiane; senza nuove consegne entro il fine settimana, la regolarità dei collegamenti non sarebbe più assicurata.


Isole e turismo sotto pressione

Un’interruzione estesa dei trasporti marittimi avrebbe conseguenze anche sul turismo, ancora presente sulle isole del golfo nonostante il periodo autunnale. La riduzione delle corse renderebbe più complicati gli spostamenti di residenti, lavoratori e visitatori.

L’evoluzione dipenderà dalla ripresa dei rifornimenti e dall’esito del tavolo fissato per il 27 ottobre. Fino ad allora, il blocco dei tir continuerà a incidere su una rete di servizi che comprende trasporti, raccolta dei rifiuti e approvvigionamento delle imprese.

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