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Attualità 3 min di lettura3 ore fa

Concerti, l’effetto moltiplicatore dell’AIAM: 23,5 milioni ne generano 135

Il Rapporto AIAM 2025 fotografa l’impatto della rete musicale italiana: migliaia di eventi, lavoro per oltre 54mila persone e ritorni fiscali superiori ai contributi pubblici.

L’analisi del Rapporto AIAM 2025 viene indicata da Federico Mollicone come una conferma della direzione tracciata dal Decreto Ministeriale sullo Spettacolo dal Vivo del 2024 e dal futuro Codice dello Spettacolo. Il presidente della Commissione Cultura della Camera ha sottolineato il ruolo dei dati nella definizione delle prossime politiche pubbliche per il settore.

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Il finanziamento pubblico come leva

Secondo Mollicone, il sostegno statale allo spettacolo dal vivo dovrebbe essere considerato uno strumento di co-investimento e non soltanto un’erogazione a fondo perduto. Il riferimento è al risultato registrato dalla rete AIAM: a fronte di circa 23,5 milioni di euro assegnati dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, le entrate complessive hanno raggiunto 135,2 milioni, con un effetto moltiplicatore vicino a sei volte la somma iniziale.

Il parlamentare ha inoltre richiamato il tema della stabilità finanziaria. Il rapporto certifica infatti 23,84 milioni di euro tra imposte e contributi previdenziali versati dagli enti aderenti, un valore superiore a quello dei finanziamenti pubblici ricevuti. «Il Rapporto AIAM 2025 non è soltanto un consuntivo, ma uno strumento essenziale per le scelte legislative», ha detto Mollicone durante la presentazione.


Numeri che misurano l’impatto

Nel corso del 2025 la rete ha organizzato 12.632 concerti distribuiti in 1.157 comuni italiani, raggiungendo 2,5 milioni di spettatori. Le attività hanno rappresentato il 44,02% dell’offerta complessiva di musica classica e jazz censita dalla Siae nel Paese.

Le 253 istituzioni associate hanno attivato oltre 54mila giornate-lavoratore e coinvolto 54.186 persone. Le retribuzioni hanno superato gli 80,7 milioni di euro, con il 69,59% delle risorse destinato direttamente agli artisti. Per Mollicone, questi risultati mostrano anche la capacità del sistema di rispettare gli indicatori quantitativi e qualitativi previsti dalla disciplina del 2024, compresa l’attenzione alle aree meno servite e all’occupazione giovanile.


Una rete oltre i grandi centri

La presenza delle istituzioni AIAM copre l’intero territorio nazionale: 105 sono collocate nel Nord, 56 nel Centro, 60 nel Sud e 32 nelle Isole. La distribuzione degli eventi punta così a portare la musica anche fuori dalle principali aree metropolitane, sostenendo una maggiore continuità dell’offerta nelle periferie e nei territori interni.

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La rete ha mantenuto inoltre una dimensione internazionale, con 298 concerti realizzati in 149 città di 51 Paesi. Il presidente dell’AIAM Francescantonio Pollice ha collegato questi risultati alla necessità di politiche culturali fondate sulla prossimità, affinché l’accesso alla musica non dipenda dal luogo di residenza.


Da dove arrivano le risorse

Le Regioni costituiscono il principale canale di finanziamento pubblico, con il 41,56% delle somme erogate, pari a € 33.322.842,72. Seguono il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, che pesa per il 29,31%, i Comuni e gli altri strumenti statali. A livello territoriale, il Nord raccoglie il 36,70% delle risorse, davanti alle Isole con il 29,06%, al Centro con il 21,37% e al Sud con il 12,87%.

Sul versante privato, il contributo maggiore arriva direttamente dal pubblico attraverso biglietti e abbonamenti: 20.826.350,25 di euro, pari al 15,41% delle entrate totali, in aumento rispetto al 15,19% dell’anno precedente. Completano il quadro le sponsorizzazioni e i contributi aziendali, al 19,25%, i corrispettivi da privati, al 17,38%, l’Art Bonus, al 13,66%, e le erogazioni delle Fondazioni bancarie, all’11,84%.

Il prezzo medio del biglietto si è attestato a 10,80 euro. Per Pollice, il contenimento dei costi organizzativi permette di destinare più risorse alla produzione artistica e di limitare le disuguaglianze culturali tra Nord, Centro, Sud e Isole. Il Rapporto AIAM 2025 è stato presentato nella Sala Spadolini del ministero della Cultura, alla presenza, tra gli altri, del ministro Alessandro Giuli, del sottosegretario Giampiero Cannella e del presidente del Consiglio Superiore dello Spettacolo Mvula Sungani.

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