1.027notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Il moltiplicatore della musica: 23,5 milioni pubblici ne attivano 135

Il sostegno pubblico alla musica dal vivo si traduce in un’attività economica molto più ampia rispetto alle risorse stanziate.

Il sostegno pubblico alla musica dal vivo si traduce in un’attività economica molto più ampia rispetto alle risorse stanziate. È quanto emerge dal Rapporto Aiam 2025, presentato al ministero della Cultura, secondo cui i 23,5 milioni di euro assegnati dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo hanno contribuito a generare entrate complessive per 135,2 milioni.

Offerta del giorno21 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 71 giorni
*********


Un investimento che moltiplica le risorse

Nel corso del 2025, la rete dell’Associazione Italiana Attività Musicali ha organizzato 12.632 concerti in 1.157 comuni italiani, coinvolgendo circa 2,5 milioni di spettatori. Le 253 istituzioni associate sono distribuite tra Nord, Centro, Sud e Isole, con l’obiettivo di portare la musica classica e jazz anche fuori dai principali centri urbani.

Il sistema ha attivato 54.186 lavoratori e prodotto oltre 80,7 milioni di euro in retribuzioni. Di questa somma, il 69,59% è stato destinato direttamente agli artisti. «Il lavoro dei nostri soci era e resta un potente volano economico», ha affermato Francescantonio Pollice, presidente di Aiam, durante la presentazione del rapporto.


Il ritorno per lo Stato

Secondo i dati raccolti, gli enti della rete hanno versato 23,84 milioni di euro tra imposte e contributi previdenziali. La cifra, riferita a voci come Irpef, Irap, Ires, Inps e Inail, supera l’ammontare del finanziamento pubblico ricevuto, indicato in circa 23,5 milioni di euro.

Le entrate complessive hanno superato i 135 milioni grazie alla combinazione di risorse pubbliche e private. Tra queste ultime, la componente più significativa è rappresentata da biglietti e abbonamenti, che hanno raggiunto quota 20.826.350,25 euro, pari al 15,41% del totale. Seguono sponsorizzazioni, contributi aziendali, corrispettivi da privati, Art Bonus e fondazioni bancarie.


Una rete capillare sul territorio

La distribuzione delle istituzioni associate riflette una presenza articolata: 105 operano nel Nord, 56 nel Centro, 60 nel Sud e 32 nelle Isole. Le Regioni rappresentano il principale finanziatore, con il 41,56% dei fondi pubblici, pari a 33.322.842,72 euro; il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo pesa invece per il 29,31%.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

La ripartizione territoriale delle risorse vede il Nord al 36,70%, seguito dalle Isole con il 29,06%, dal Centro con il 21,37% e dal Sud con il 12,87%. Il rapporto segnala inoltre 298 concerti realizzati all’estero in 149 città di 51 Paesi.


Il confronto sul nuovo Codice

Alla presentazione è intervenuto anche Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera. Il parlamentare ha collegato i risultati del rapporto al percorso di elaborazione del Codice dello Spettacolo e alla revisione dei criteri che regolano l’accesso ai contributi nel triennio di programmazione.

Mollicone ha indicato tra le priorità il superamento degli interventi emergenziali, una maggiore certezza nei tempi di erogazione e una programmazione pluriennale. A suo giudizio, i dati Aiam dimostrano che «il Fnsv non deve essere erogato a fondo perduto, ma trattato come leva di co-investimento ad alto rendimento pubblico».

Il rapporto richiama infine il ruolo della prossimità e della continuità dell’offerta culturale. Il prezzo medio del biglietto, pari a 10,80 euro, viene indicato come uno degli strumenti per contenere le disuguaglianze di accesso e rafforzare la presenza della musica nelle aree interne e periferiche.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere