Musica dal vivo, l’investimento pubblico rende quasi sei volte tanto
Il sostegno pubblico allo spettacolo dal vivo, secondo i dati raccolti dall’Aiam, produce effetti economici superiori alle risorse stanziate.
Il sostegno pubblico allo spettacolo dal vivo, secondo i dati raccolti dall’Aiam, produce effetti economici superiori alle risorse stanziate. È questo il punto centrale rilanciato da Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera e responsabile nazionale Cultura e innovazione di Fratelli d’Italia, durante la presentazione del Rapporto Aiam 2025.
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Il finanziamento pubblico torna allo Stato
L’analisi evidenzia che associazioni ed enti aderenti hanno versato 23,84 milioni di euro tra imposte e contributi previdenziali. La somma, composta da Irpef, Irap, Ires, Inps e Inail, supera il valore dei finanziamenti statali ricevuti e rappresenta, secondo Mollicone, un saldo positivo per la finanza pubblica.
Il parlamentare ha indicato questi risultati come un elemento da utilizzare nel lavoro sulle norme attuative del futuro Codice dello Spettacolo. L’obiettivo dichiarato è dimostrare che le risorse destinate alla musica dal vivo non costituiscono un semplice trasferimento a fondo perduto, ma possono funzionare come leva di co-investimento.
Il nuovo Codice entra nella fase decisiva
Mollicone ha collegato i numeri del rapporto al percorso di elaborazione del decreto legislativo dedicato al riordino dello spettacolo. Tra i punti da affrontare ha citato il superamento degli interventi dettati dall’emergenza, una gestione più efficace del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo e una programmazione pluriennale accompagnata da tempi certi per l’erogazione dei contributi.
Nel suo intervento ha inoltre ricordato che il modello Aiam, con circa 23,5 milioni di euro assegnati dal Fondo, ha prodotto entrate complessive pari a 135,2 milioni. Il rapporto tra le due cifre equivale a un ritorno economico vicino a sei volte l’investimento pubblico. Mollicone ha anche salutato Mvula Sungani, neo-eletto presidente del Consiglio Superiore dello spettacolo.
Una rete capillare e oltre 135 milioni
La rete associativa ha raccolto entrate complessive superiori a 135 milioni di euro, combinando risorse pubbliche e private. Il finanziamento del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo si è attestato intorno ai 23,5 milioni, mentre il sistema ha continuato a operare anche sul piano internazionale, con 298 concerti in 149 città di 51 Paesi.
Francescantonio Pollice, presidente dell’Aiam, ha spiegato che il sistema riesce a contenere le spese organizzative e a destinare una quota significativa delle risorse alle attività artistiche. «La nostra rete copre il 44,02% dei concerti di musica classica e jazz censiti complessivamente dalla Siae in Italia», ha affermato durante l’incontro, sottolineando il coinvolgimento di 54.186 lavoratori e oltre 80,7 milioni di euro in retribuzioni.
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Le 253 istituzioni aderenti sono distribuite lungo tutta la penisola: 105 nel Nord, 56 nel Centro, 60 nel Sud e 32 nelle Isole. La ripartizione dei finanziamenti pubblici assegna il 36,70% al Nord, il 29,06% alle Isole, il 21,37% al Centro e il 12,87% al Sud.
Biglietti accessibili e domanda privata
Il prezzo medio di ingresso indicato dal rapporto è di 10,80 euro. Per l’Aiam, questa cifra contribuisce a ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla musica, soprattutto nelle aree interne e nei territori lontani dai grandi centri urbani.
La spesa sostenuta direttamente dal pubblico, attraverso biglietti e abbonamenti, ha raggiunto 20.826.350,25 euro. Si tratta del 15,41% delle entrate complessive, in aumento rispetto al 15,19% registrato nell’anno precedente. Tra le altre componenti private figurano le sponsorizzazioni e i contributi delle aziende, pari al 19,25%, i corrispettivi da privati al 17,38%, l’Art Bonus al 13,66% e gli apporti delle fondazioni bancarie all’11,84%.
Dodicimila concerti in tutta Italia
Il Rapporto Aiam 2025, intitolato «Il valore dell’investimento pubblico», è stato presentato nella Sala Spadolini del ministero della Cultura. La ricerca, arrivata alla quarta edizione, ha preso in esame l’attività della rete e il suo peso culturale, occupazionale ed economico.
Nel corso del 2025 sono stati organizzati 12.632 concerti in 1.157 comuni italiani, con 2,5 milioni di spettatori. Le attività della rete rappresentano il 44,02% dell’offerta complessiva di musica classica e jazz censita dalla Siae.
Le Regioni risultano il principale canale di finanziamento, con 33.322.842,72 euro, pari al 41,56% delle risorse pubbliche. Seguono il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, al 29,31%, i Comuni e gli altri fondi statali. Il rapporto sostiene inoltre la necessità di politiche fondate sulla continuità dell’offerta e sulla presenza capillare, così da avvicinare la musica anche alle periferie e alle aree disagiate.
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