1.027notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Musica, il rapporto Aiam rilancia il Fondo pubblico: i numeri

La rete dell’Associazione Italiana Attività Musicali ha organizzato migliaia di concerti e prodotto entrate per oltre 135 milioni di euro, restituendo allo Stato più di quanto ricevuto.

Il Rapporto Aiam 2025 rafforza, secondo Federico Mollicone, l’impostazione avviata con il decreto ministeriale sullo Spettacolo dal Vivo del 2024 e il lavoro preparatorio sul Codice dello Spettacolo. Il presidente della Commissione Cultura della Camera considera i dati dell’Associazione Italiana Attività Musicali un elemento utile per orientare le prossime scelte legislative.

Mollicone sostiene inoltre che il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo dovrebbe essere concepito non come un semplice trasferimento a fondo perduto, ma come uno strumento capace di attivare nuove risorse e produrre un ritorno per la collettività. Nel caso della rete Aiam, a fronte di circa 23,5 milioni di euro assegnati dal Fondo, le entrate complessive avrebbero raggiunto 135,2 milioni, con un effetto moltiplicatore vicino a sei volte l’investimento iniziale.

Offerta del giorno21 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 71 giorni
*********


Il Fondo diventa una leva economica

Nel suo intervento alla presentazione del rapporto, Mollicone ha richiamato anche il contributo fiscale e previdenziale garantito dagli enti aderenti. Imposte e versamenti a Inps e Inail ammontano complessivamente a 23,84 milioni di euro, una somma che supera il valore nominale dei finanziamenti pubblici ricevuti secondo i dati contenuti nella ricerca.

Il parlamentare ha indicato questi numeri come materiale da utilizzare nel confronto sulle norme attuative del futuro Codice dello Spettacolo. L’obiettivo, ha spiegato, è assicurare una programmazione più stabile, superare gli interventi emergenziali e rendere più prevedibili i tempi di assegnazione delle risorse.


Una rete capillare e accessibile

Il rapporto, presentato nella Sala Spadolini del ministero della Cultura, fotografa l’attività del 2025: 12.632 concerti in 1.157 comuni italiani, con circa 2,5 milioni di spettatori. Le 253 istituzioni associate sono distribuite tra Nord, Centro, Sud e Isole: rispettivamente 105, 56, 60 e 32 realtà.

La rete ha inoltre proposto 298 concerti in 149 città di 51 Paesi. Il prezzo medio del biglietto è stato indicato in 10,80 euro, mentre le attività realizzate dalle istituzioni aderenti hanno coinvolto 54.186 lavoratori e prodotto oltre 80,7 milioni di euro in retribuzioni; il 69,59% di questa cifra è stato destinato direttamente agli artisti.


Le risorse arrivano da più canali

Aiam ha rilevato che il sostegno pubblico complessivo supera gli 80 milioni di euro. Il primo finanziatore è rappresentato dalle Regioni, con il 41,56% delle risorse, pari a 33.322.842,72 euro; seguono il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, con il 29,31%, i Comuni e gli altri stanziamenti statali.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

La distribuzione territoriale dei finanziamenti vede il Nord al 36,70%, le Isole al 29,06%, il Centro al 21,37% e il Sud al 12,87%. Sul fronte privato, biglietti e abbonamenti hanno generato 20.826.350,25 euro, equivalenti al 15,41% delle entrate totali, in aumento rispetto al 15,19% dell’anno precedente.

Tra le altre fonti figurano sponsorizzazioni e contributi aziendali, pari al 19,25%, corrispettivi da privati al 17,38%, Art Bonus al 13,66% e contributi delle fondazioni bancarie all’11,84%.


Pollice: «La musica è un diritto»

Francescantonio Pollice, presidente di Aiam, ha sottolineato che la rete rappresenta il 44,02% dell’offerta italiana di musica classica e jazz censita dalla Siae. Ha inoltre evidenziato che gli enti associati hanno versato allo Stato 23,8 milioni di euro tra imposte e contributi previdenziali, un importo superiore al finanziamento pubblico ricevuto.

«La musica diventa un bene pubblico solo quando ogni persona ha la possibilità concreta di incontrarla», ha affermato Pollice, sostenendo la necessità di politiche fondate sulla presenza continuativa nei territori. Secondo il presidente, la diffusione delle attività fuori dai grandi centri può contribuire a ridurre il divario tra aree metropolitane, periferie e zone interne.

Il rapporto Aiam, giunto alla quarta edizione, presenta così il finanziamento pubblico come un investimento con ricadute culturali, occupazionali, fiscali ed economiche. La ricerca viene proposta anche come supporto tecnico per le decisioni del governo e del Parlamento sulla futura disciplina dello spettacolo dal vivo.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere