Musica dal vivo, il conto sorprende: ogni euro pubblico ne genera quasi sei
Il sostegno pubblico allo spettacolo dal vivo può trasformarsi in un ritorno economico superiore all’investimento iniziale.
Il sostegno pubblico allo spettacolo dal vivo può trasformarsi in un ritorno economico superiore all’investimento iniziale. È questa la tesi rilanciata da Federico Mollicone durante la presentazione del Rapporto AIAM 2025: secondo i dati raccolti, circa 23,5 milioni di euro assegnati dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo hanno contribuito a generare 135,2 milioni di entrate, con un effetto moltiplicatore vicino a sei volte la somma iniziale.
Il presidente della Commissione cultura della Camera ha indicato questi numeri come un elemento utile nel confronto sul futuro delle politiche culturali. A suo giudizio, il finanziamento statale dovrebbe essere considerato una leva di co-investimento capace di produrre ricadute economiche e sociali, non soltanto come una somma erogata senza ritorno.
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Il rapporto entra nel confronto sul nuovo Codice
Mollicone ha collegato il rapporto anche alla preparazione del Codice dello Spettacolo, ancora in fase di definizione. Tra gli obiettivi indicati figurano il superamento degli interventi emergenziali, una programmazione su più anni e tempi più certi per l’assegnazione delle risorse.
La ricerca AIAM, secondo il presidente della Commissione, offre inoltre elementi per valutare la sostenibilità finanziaria del settore. Le istituzioni aderenti dichiarano infatti 23,84 milioni di euro tra imposte e contributi previdenziali, una cifra superiore al valore dei finanziamenti pubblici ricevuti e destinata a essere utilizzata nel dibattito parlamentare sul comparto.
Una rete capillare oltre le grandi città
La rete dell’Associazione Italiana Attività Musicali riunisce 253 istituzioni: 105 operano nel Nord, 56 nel Centro, 60 nel Sud e 32 nelle Isole. Le attività hanno raggiunto 1.157 comuni, con l’obiettivo di portare concerti e musica classica anche nei territori lontani dai principali centri urbani.
Nel 2025 sono stati organizzati 12.632 concerti, seguiti da 2,5 milioni di spettatori. La quota della rete AIAM equivale al 44,02% dell’offerta complessiva di musica classica e jazz censita dalla Siae, mentre il prezzo medio dei biglietti si è fermato a 10,80 euro.
Artisti, lavoro e risorse attivate
L’attività degli enti associati ha coinvolto 54.186 lavoratori e prodotto oltre 80,7 milioni di euro in retribuzioni. Il 69,59% di questa somma è stato destinato direttamente agli artisti, secondo quanto illustrato da Francescantonio Pollice, presidente dell’AIAM.
La rete ha inoltre raccolto risorse pubbliche e private per più di 135 milioni di euro. Al di fuori dell’Italia, il programma ha contato 298 concerti in 149 città distribuite in 51 Paesi, estendendo la presenza delle istituzioni aderenti a tutti i continenti.
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Regioni prime finanziatrici
Sul versante pubblico, le Regioni rappresentano la principale fonte di sostegno, con 33.322.842,72 euro, pari al 41,56% del totale. Seguono il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, con il 29,31%, i Comuni e gli altri strumenti statali.
La distribuzione territoriale dei finanziamenti vede il Nord al 36,70%, davanti alle Isole, al 29,06%. Il Centro raccoglie il 21,37% delle risorse, mentre al Sud spetta il 12,87%, un quadro che l’AIAM considera indicativo della necessità di rafforzare la presenza culturale nelle aree meno servite.
Il pubblico sostiene una parte decisiva
La voce privata più consistente è rappresentata dalla spesa di cittadini per biglietti e abbonamenti, arrivata a 20.826.350,25 euro. L’incidenza sul totale delle entrate è del 15,41%, in aumento rispetto al 15,19% registrato l’anno precedente.
Le altre componenti private comprendono sponsorizzazioni e contributi aziendali, pari al 19,25%, corrispettivi da privati al 17,38%, Art Bonus al 13,66% e contributi delle fondazioni bancarie all’11,84%. Per Pollice, questi risultati confermano la funzione della musica come strumento di partecipazione e accesso culturale: “La musica diventa un bene pubblico solo quando ogni persona ha la possibilità concreta di incontrarla”.
Il valore dell’investimento pubblico
Il Rapporto AIAM 2025, presentato nella Sala Spadolini del ministero della Cultura, è arrivato alla sua quarta edizione. La ricerca, intitolata “Il valore dell’investimento pubblico”, analizza gli effetti economici, occupazionali e territoriali delle attività della rete.
Nel bilancio complessivo rientrano anche 23,8 milioni di euro restituiti allo Stato attraverso imposte e contributi previdenziali, una somma superiore al finanziamento di circa 23,5 milioni ottenuto dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo. I promotori sostengono quindi che la spesa culturale produca benefici misurabili per la collettività, oltre alla sola realizzazione degli eventi.
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