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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Tir fermi, il conto arriva nei supermercati: rincari e scaffali vuoti

La protesta sta rallentando le forniture dal Sud verso Lazio e Lombardia, mentre in Puglia crescono i problemi per carburanti, alimenti freschi e trasporti.

Frutta e verdura che arrivano in ritardo, prodotti freschi sempre più difficili da trovare e distributori con disponibilità ridotta di benzina e gasolio. Il blocco degli autotrasportatori sta producendo conseguenze anche fuori dal Mezzogiorno, con ripercussioni evidenti soprattutto nel Lazio e in Lombardia.

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Il fresco comincia a scarseggiare

Le difficoltà nella distribuzione riguardano ortofrutta, latte, formaggi, carne, pane e salumi. Il Centro agroalimentare di Roma segnala in particolare problemi per peperoni, melanzane, uva da tavola e pomodori, mentre in Lombardia alcuni carichi provenienti dal Sud arrivano in quantità inferiori oppure con diversi giorni di ritardo.

La Puglia resta l’area più esposta. Qui le stime indicano aumenti fino al 20%: le zucchine hanno superato i 3 euro al chilo, le banane sono andate oltre i 2,5 euro e in alcuni esercizi i pomodori hanno raggiunto i 10 euro al chilo. La grande distribuzione sta utilizzando le scorte disponibili, ma la durata dipende dalla ripresa dei collegamenti.


Carburante, rifornimenti sotto pressione

Secondo Eni, in Puglia non dispone di carburante un impianto su sei. Nel basso Lazio la situazione si è tradotta in file estese presso i distributori, con benzina e diesel sempre meno disponibili; sulla A1, inoltre, i manifestanti hanno occupato i caselli di Frosinone e Ferentino.

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Per garantire i rifornimenti più urgenti, alcune autocisterne vengono accompagnate dalle forze di polizia. Anche i collegamenti marittimi nell’area del Golfo di Napoli risentono della carenza di carburante: Caremar ha già segnalato possibili disservizi a partire dal giorno successivo, dopo aver chiesto alle autorità un piano straordinario.


La protesta non accenna a fermarsi

Nei supermercati della Campania il timore è di esaurire in breve tempo gli alimenti freschi. Vincenzo Schiavo, presidente regionale di Confesercenti, ha avvertito che l’emergenza potrebbe coinvolgere anche le farmacie e le persone che necessitano di prodotti essenziali per la salute.

Dal Cosentino arriva un quadro analogo: in tre punti vendita sarebbero terminate le riserve di uova e farina, mentre frutta e verdura iniziano a diminuire e parte della merce rischia di deteriorarsi. A essere più vulnerabili sono yogurt e formaggi freschi. In Sicilia, Fabio Micalizzi, presidente della Federazione armatori Sicilia, ha ribadito: «Non vogliamo soldi, chiediamo la riduzione del prezzo del carburante e continueremo a protestare finché non arriverà».

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