Cinque milioni in fumo ogni sabato: l’allarme di Confesercenti
Le possibili chiusure nei centri storici colpiti dalle proteste mettono a rischio gli incassi di bar e negozi, esclusi i costi per devastazioni e furti.
«Condanniamo con fermezza le violenze ed esprimiamo vicinanza agli imprenditori colpiti», ha dichiarato Nico Gronchi, presidente di Confesercenti. Tra le attività di prossimità, ha aggiunto, cresce il timore che gli episodi possano ripetersi e trasformarsi in un problema ricorrente per il commercio cittadino.
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Le proteste possono diventare ricorrenti
L’allarme nasce anche dagli annunci del Movimento 17 ottobre, formazione comparsa nelle ultime settimane e ispirata, secondo il testo, a quanto sta accadendo in Francia. Dopo le mobilitazioni del fine settimana scorso, segnate in diverse città da devastazioni e saccheggi, il gruppo ha comunicato l’intenzione di mantenere attiva la protesta.
Il nuovo appuntamento è previsto ogni sabato alle 15. Nei messaggi diffusi sui social, il Movimento indica numerosi centri urbani come luoghi della mobilitazione contro quello che definisce il «governo dei padroni»: tra questi figurano Torino, Milano, Padova, Bologna, Genova, Roma, Firenze e Bari.
Il conto per le attività
Secondo la valutazione di Confesercenti, un’intera giornata di sospensione obbligata potrebbe tradursi in una perdita di incassi fino a 5 milioni di euro per negozi e locali. La stima riguarda le zone dei centri storici attraversate dai cortei o comunque interessate dalle manifestazioni a Roma, Milano, Genova, Bologna, Firenze e Torino.
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Il calcolo prende in esame le imprese situate nelle aree potenzialmente coinvolte e il giro d’affari che normalmente viene registrato di sabato. Confesercenti rappresenta oltre 350mila piccole e medie imprese attive nel commercio, nel turismo, nei servizi, nell’artigianato e nell’industria.
Quattro sabati, venti milioni
Se la chiusura dovesse ripetersi per quattro sabati consecutivi, il mancato fatturato complessivo arriverebbe a circa 20 milioni di euro. Si tratta di una proiezione riferita esclusivamente alle vendite non realizzate durante le giornate di stop.
Restano quindi fuori dal conteggio le conseguenze economiche di eventuali devastazioni, danneggiamenti e furti legati agli episodi di violenza. Il valore indicato rappresenta soltanto la perdita commerciale provocata dall’interruzione delle attività.
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