Messico, l’allarme dell’Onu: sparizioni forzate ancora in corso
Oltre 16.000 persone sono state rintracciate in Messico dall’inizio del 2026, ma il dato non basta a ridimensionare le preoccupazioni delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate.
Oltre 16.000 persone sono state rintracciate in Messico dall’inizio del 2026, ma il dato non basta a ridimensionare le preoccupazioni delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate. Per il Comitato Onu competente, nel Paese restano infatti elementi sufficienti per ipotizzare una pratica sistematica riconducibile a crimini contro l’umanità.
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L’Onu chiede un esame urgente
La valutazione è stata presentata all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Juan Pablo Albán Alencastro, presidente del Comitato sulle sparizioni forzate, ha sollecitato un’analisi rapida della situazione messicana e ha parlato della permanenza del fenomeno fino ai giorni nostri.
"Esistono indizi ben fondati della commissione di sparizioni forzate come crimini contro l’umanità e della persistenza fino ad oggi di tale pratica", ha affermato il relatore. Allo stesso tempo, il Comitato ha precisato di non avere riscontrato elementi che dimostrino l’esistenza di una politica deliberata da parte del governo federale.
La replica del governo messicano
La delegazione di Città del Messico ha respinto la richiesta di attivare il meccanismo di allerta. Secondo Arturo Medina, sottosegretario del governo messicano, oggi le sparizioni sarebbero attribuibili soprattutto a organizzazioni criminali e a esponenti delle autorità locali, non a una strategia federale.
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Medina ha ribadito che le istituzioni intendono concentrare gli sforzi sulla ricerca degli scomparsi, sul contrasto all’impunità e sulla tutela dei loro familiari. "Il nostro impegno è chiaro: trovare le persone scomparse, combattere l'impunità e garantire i diritti delle famiglie", ha dichiarato.
Il dato sui ritrovamenti
Le autorità messicane hanno comunicato che nel 2026 sono state localizzate più di 16.000 persone. Il risultato è stato accolto positivamente dalle Nazioni Unite, pur senza cancellare le accuse relative alla continuità delle sparizioni forzate e alla necessità di verificare responsabilità e dinamiche del fenomeno.
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