Metà mandato, Trump lancia l’allarme: «Serve il mio nome»
Il presidente statunitense richiama la tradizionale difficoltà dei partiti al potere e lega la vittoria alla partecipazione dei suoi elettori.
Per Donald Trump, il fattore decisivo alle prossime elezioni di metà mandato sarà la capacità di portare alle urne la propria base. Il presidente degli Stati Uniti ha indicato nel 49% la quota di partecipazione che, a suo giudizio, può cambiare l’esito della consultazione quando lui non compare sulla scheda.
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La mobilitazione resta il nodo decisivo
Parlando nello Studio Ovale, Trump ha sostenuto che i suoi sostenitori votano più numerosi quando il suo nome è direttamente in gioco. Il presidente ha quindi rivolto loro un appello particolare: «Se il tuo nome non è sulla scheda, è un po’ più difficile. Perciò, chiedo loro di fare finta che io sia sulla scheda».
Nel ragionamento del tycoon rientrano gli elettori legati al movimento MAGA e, più in generale, quelli repubblicani. Trump ha affermato che, se riuscirà a convincerli a partecipare, il partito potrà ottenere una vittoria molto ampia. Ha però riconosciuto che, senza la sua candidatura, una parte della base tende a non recarsi ai seggi.
Una tradizione sfavorevole ai presidenti
Il presidente ha poi allargato il discorso a tutta la storia politica americana. Secondo la sua lettura, chi occupa la Casa Bianca perde quasi sempre le elezioni di metà mandato, senza differenze sostanziali tra democratici e repubblicani o tra presidenti considerati efficaci e presidenti giudicati negativamente.
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«Credo ne abbiano vinte solo due su venticinque», ha detto Trump, riferendosi alle consultazioni vinte dal partito del presidente in carica. A suo avviso, dunque, non ci sarebbe una ragione concreta per aspettarsi un risultato diverso, anche se il lavoro svolto dall’amministrazione dovrebbe teoricamente trasformarsi in un vantaggio elettorale.
Trump rivendica il proprio peso
Nel corso dell’intervento, Trump ha ricordato anche i risultati ottenuti quando era personalmente candidato. «Quando ero in lizza io, quando mi sono candidato, abbiamo vinto tutto, abbiamo vinto tutto», ha affermato, contrapponendo quelle campagne agli appuntamenti in cui il suo nome non appare sulle schede.
Il presidente ha concluso lasciando aperta la previsione sull’esito delle prossime elezioni. La sua tesi è che la partecipazione degli elettori repubblicani e dei sostenitori MAGA possa compensare la consueta difficoltà del partito al potere durante il voto di metà mandato.
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